Le variazioni

A volte basta poco per stravolgere la costruzione di un artificiale.

Molti di noi si cimentano nella costruzione dei propri artificiali, e ognuno di noi in base alle proprie esperienze e ai luoghi di pesca che frequenta cerca di modificare o di rimodernare le proprie mosche.

Si cerca sempre di migliorare un particolare, magari aggiungendo o togliendo qualche materiale.

Questa è la capacità di molti fly tiers, riuscire ad avere idee innovative sulla costruzione di artificiali.

Una mosca oltre ad imitare un determinato insetto o a provocare uno stimolo predatorio da parte dei pesci deve avere delle caratteristiche fondamentali che la costruzione deve rispettare.

Innanzitutto la proporzione delle varie parti assemblate (siluette, code, ali, hackle) e in secondo luogo l’impiego dei vari materiali da costruzione.

Vi sono inoltre delle metodologie di costruzione che vengono inoltre modificate per ottenere risultati sulla costruzione totalmente diversi.

Questo è il caso della mosca che vi presento, dove i canoni di costruzione sono uguali dato che si tratta di un montaggio classico (hackle montate ortogonalmente sull’amo) ma con l’inserimento di una "quill" di tacchino nella parte posteriore della mosca otterremo un montaggio totalmente diverso.

Le barbule delle hackle verranno spinte in parallelo rispetto all’asse della mosca.

Più difficile da spiegare che da eseguire, quindi ecco il montaggio.

Col filo di montaggio partire dall’occhiello e portarsi verso la curvatura dell’amo.

Fissare le code e successivamente costruire il corpo dell’effimera (in questo caso ho imitato un Ecdyonurus Venosus).

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Fissare una quill di tacchino sotto il corpo della mosca.

 Posizionare le ali dell’artificiale (in questo caso due penne di gallina ) ma si può usare sia un ciuffo di polipropilene che di coda di vitello.

Costruire il torace e fissare una hackle di gallo rosso dopo averla privata delle barbule della base.

Avvolgere l’hackle attorno all’amo facendo passare alcuni giri anche dietro alle ali e fissarlo con il filo di montaggio in prossimità dell’occhiello

 Portare in avanti la quill precedentemente fissata e chiuderla con il filo anch’essa in prossimità dell’occhiello dell’amo.

Come potete notare ora non ci sono più fibre di gallo che tentano di "bucare " la tensione superficiale dato che sono rivolte parallelamente al piano dell’acqua, con maggior appoggio della mosca e quindi con una maggiore galleggiabilità.

 

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