IL PESCATORE MODERNO

IL PESCATORE MODERNO


Pescatori solitamente si nasce e non si diventa.

Bisogna ovviamente distinguere  tra chi pesca per la sopravvivenza e chi invece per diletto.

Tra coloro che pescano per divertimento bisogna ulteriormente distinguere chi riesce a catturare molto pesce e lo trattiene in misura superiore alle sue esigenze dovendolo poi regalare per il consumo o addirittura buttarlo via e chi invece nonostante le regole permettano quote e misure stabilite, compie una selezione mirata e trattiene solo determinate prede:
quest’ultimo  comportamento viene definito “ catch & release”, ovvero catturare ma rilasciare buona parte del pesce anche se consentito e trattenere solo alcuni esemplari.

Importante e doveroso sottolineare che la pratica C&R diffusissima tra i pescatori a mosca e spinning in numerose occasioni è utile a diminuire il numero di specie dannose al biotopo e/o alloctone quali potrebbero essere grossi esemplari ormai sterili e prototipi di semina ,se esercitata con conoscenza di causa.

L’estremismo porta alcuni, tra cui il sottoscritto, alla disciplina NO KILL cioè non trattenere proprio nulla:
costruire una mosca secca,lanciarla in quel punto tra la corrente,vedere salire il pesce magari di buona taglia,ferrarlo, e catturarlo mi regala pari soddisfazione del rilasciarlo !!!!

Quando in Slovenia nella Tolminka la misura della marmorata era di 70 cm sono stato redarguito da dei Tedeschi dopo che ne avevo rilasciata una di 72 cm presa a ninfa, ma non mi sono offeso!!!

La pesca moderna nei nostri fiumi  e in particolare in Piemonte  è regolamentata da leggi in materia che si potrebbero  riferire a due secoli orsono: la quota di 10 salmonidi misura 20 cm, tre timallidi misura 30 cm e tante altre belle favole , ad un costo del permesso ridicolo per pretendere qualcosa in più della situazione attuale e ulteriormente il tutto senza attenti controlli sul territorio.

Almeno nelle acque pregiate, se ce le lasceranno tali dovremo convincere le Istituzioni che per pescare come si deve, i permessi dovranno costare molto di più di quanto costano adesso, per permettere in qualche anno di avere tanto pesce di buona taglia, aumentando la misura minima,sovvenzionando gli incubatoi di valle in aiuto ai pochi volontari e controllando fisicamente con guardie pagate il giusto che tutto funzioni al meglio.

Sapete cosa succede ad un pescatore ad esempio in Slovenia o Austria che paga un permesso giornaliero dai 40 ai 90 euro?
 A settembre 2007 ho censito in un giorno 15 trote dai 65 cm ai 45cm,4 temoli di cui uno  di 50 cm e gli altri 40/48 nella Tolminka al mattino : nella Soça al pomeriggio 18 temoli dai 25 cm ai 30 cm in una sola lama e poi dalle 15.00 pm ho smesso di contare, tutto a mosca secca!!!!!


In Piemonte forse in due anni si potrebbe catturare tanto, però con l’esplosivo!

Il mio sogno sarebbe di organizzare una gita , invitando chi legifera e chi pesca allungando il collo delle trote sotto misura (come ho fatto anch’io da bambino quindi non sono senza peccati), in Italia  anche solo in regioni più evolute , Veneto , Trentino ,Friuli  a vedere cosa bisogna fare per gestire al meglio il territorio,l’ambiente e la pesca.

Paradossalmente si sono invertite le posizioni: oggi in fiumi poveri di acqua ,inquinati , minacciati da prelievi esasperati per vari scopi,inflazionati da cormorani (ittiofagi alloctoni),tartassati da piene disastrose e senza  fauna ittica autoctona sufficiente all’auto mantenimento, non sono più i pescatori ad aver bisogno dei pesci ma sono i pesci ad aver bisogno dei pescatori!! !!!

Dobbiamo diventare pescatori moderni.
Con la scusa della nostra passione abbiamo il dovere di curare l’ambiente, dobbiamo renderci disponibili a pagare di tasca nostra anche gli sbagli degli altri con costi delle licenze superiori a quelli attuali, dobbiamo lavorare per coltivare specie che si riproducano da sole - che crescano fino ad una misura che soddisfi chi le trattiene con regole severe e chi le rilascia per spiritualità- dobbiamo renderci conto che se non interveniamo tutti noi che siamo sul campo la situazione non migliorerà anzi rimarrà presso che invariata, ovvero vergognosa.

Cito una definizione di “ lenza” tratta da internet e riportata in un articolo da un noto e simpatico cittadino del mondo pescatore a mosca:

“un mio amico definiva la lenza  come un pezzo di filo che ha da una parte un verme e dall'altra un  idiota”.


Mi auguro che un domani la definizione di “lenza” si possa tradurre con :

 un pezzo di filo che da una parte ha un’esca e dall’altra un PESCATORE .

Cordiali   saluti

Alby Spey 

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