FREE RIVERS ITALIA

Associazione nazionale Free Rivers Italia-

Coordinamento Tutela Fiumi

 

 

http://www.freeriversitalia.eu

 

“I fiumi sono la linfa vitale del nostro pianeta. 
   Sono le arterie principali della natura, lo stadio vitale del ciclo dell'acqua,

 il mezzo che trasporta i nutrimenti per gli ecosistemi, sono percorsi di

 naturalezza per coloro che cercano avventure e un dono di vita per le comunità

 e tutti gli esseri viventi che popolano il loro cammino. 
   Conservare la naturalezza dei fiumi significa proteggere il nostro pianeta. 
   Il primo passo per salvaguardare il rimanente patrimonio fluviale italiano

è fermare l'assalto del mini idroelettrico nei confronti degli ultimi torrenti

 ancora liberi di scorrere”

 

 

 Il Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi - Free Rivers Italia, fondato nel febbraio del 2016, 
ha lo scopo di mettere in rete i comitati e le associazioni che si battono per la tutela dei corsi

 d’acqua su tutto il territorio italiano.

 

I tratti fluviali ancora liberi da sfruttamento idroelettrico e irriguo rappresentano preziosi scrigni di biodiversità e di valore paesaggistico, anche secondo i dettami della Direttiva Quadro Acque dell'Unione Europea. I fiumi italiani non godono di buona salute: oltre il 50% non raggiunge il livello qualitativo minimo imposto dall’ Europa e meno del 5% conserva ancora condizioni di elevata naturalità. 
Nella prima metà del secolo scorso la maggior parte dei corsi d’acqua italiani è stata sfruttata per la produzione di energia idroelettrica, con la realizzazione di dighe e di grandi centrali: i 300 grandi impianti allora costruiti coprono ancor oggi l’85% della produzione idroelettrica nazionale. 
Dal 2008, grazie agli incentivi governativi alle rinnovabili che remunerano il KWh prodotto dai nuovi impianti tre volte il valore di mercato, per vent’ anni, è ripreso lo sfruttamento dei corsi d’acqua residui - quelli che senza l’incentivo non sarebbe conveniente sfruttare. Questo ha portato alla  presentazione di migliaia di richieste per impianti di dimensioni più piccole, in quanto i siti più produttivi erano già stati sfruttati. 
Gli incentivi hanno innescato un fenomeno essenzialmente speculativo con conseguenze tanto devastanti per i fiumi quanto poco significative per apporto energetico. Se tutti realizzati, infatti, i circa 2000 impianti in istruttoria in Italia, che corrispondono ad altri 3000 km di corsi d’acqua intubati in condotte forzate, darebbero un contributo energetico  percentuale del solo 2‰ (2 per mille) dell’energia complessivamente consumata in Italia in un anno. In sostanza i cittadini italiani stanno pagando con la bolletta della luce (voce oneri di sistema) gli incentivi al deterioramento dei fiumi per oltre un miliardo di euro l’anno. 
Il “Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi – Free Rivers Italia” afferma con forza che se è vero che questi impianti non immettono in atmosfera o in acqua agenti inquinanti, è altrettanto vero che precludono e depauperano le funzioni vitali dei corsi d’acqua e che la loro smodata diffusione procura impatti devastanti. Non tutto quello che è rinnovabile è anche sostenibile. 
Il coordinamento ha chiesto al Governo di togliere e ridiscutere gli incentivi statali all’ idroelettrico sui corsi d’acqua naturali e di investire piuttosto in efficienza e risparmio energetico, con un maggiore ritorno economico, ambientale ed energetico per la collettività. 


La nascita del “Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi – Free Rivers Italia” segue la presentazione dell’Appello Nazionale per la Salvaguardia dei Corsi d’Acqua dell’Eccesso di Sfruttamento Idroelettrico che nel 2014 ha raccolto le adesioni di 140 Associazioni e Comitati impegnati nella protezione dell’ambiente e dei corsi d’acqua a livello nazionale, regionale e locale. 

Il nuovo decreto sugli incentivi alle rinnovabili, oggi in fase di istruttoria, ha previsto una drastica riduzione degli incentivi proprio ai nuovi impianti che sottendono tratti di torrenti o fiumi ancora naturali, mantenendo gli incentivi per gli impianti su canali, sulla rete acquedottistica, sui DMV , ecc..

Si tratta di un evento di portata epocale per il quale il Coordinamento Free Rivers ha investito moltissimo; oggi è assolutamente fondamentale che la lobby dei produttori non riesca ad ottenere dal governo modifiche peggiorative alla bozza che ci è stata a suo tempo consegnata.

 

Tutte le associazioni che non fanno ancora parte del Coordinamento Free Rivers possono chiedere di aderirvi potendo in questo modo rimanere sempre informati sulle nostre iniziative e sulle novità legislative in corso.

Abbiamo un sito internet sul quale trovate tutti i contatti e le informazioni utili

 http://www.freeriversitalia.eu/

 

Siamo inoltre su facebook

 

Free Rivers Italia - Coordinamento Nazionale Tutela Fiumi

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