Captazione corsi d'acqua

  

 Associazione Italiana per la Wilderness (AIW)
Riconosciuta dal Ministero dell’Ambiente con Decreto 28 dicembre 2004 – G.U. n. 53 - 5 marzo 2005


Murialdo, 6 Marzo 2008
 Dott. Scaramal, Presidente Provincia di BIELLA
 Sig. Bazzini, Assessore Provinciale all’Ambiente
 Sig. Graziola, Assessore alla Caccia e Pesca
 Dott. Saracco, Ufficio Ambiente
 Comune di Sordevole
 ATL Ambiente-Ufficio Turismo
                                          e, p.c.:  Varie, Organi di Stampa ed Ass. Ambientaliste


Oggetto. Progetti di centraline idro-elettriche su alcuni corsi d’acqua del biellese.

Apprendiamo con preoccupazione che numerosi progetti per la costruzione di centraline idroelettriche ad acqua fluente sono in fase di completamento lungo quasi tutti i fiumi e torrenti della Provincia; e molti di essi avrebbero già chiesto la VIA al fine di poter ottenere tutte le autorizzazioni.
Il fatto di possedere un patrimonio di acque di superficie comprendente 4 medi bacini quali l’Elvo, il Cervo, l’Oropa e il Sessera  non può scatenare una tale corsa allo sfruttamento selvaggio dell’acqua in ogni vallata, senza che si sia fatto nulla per porre in essere un PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE che nel rispetto di esigenze di sviluppo indichi quali aree possano essere oggetto di sfruttamento e quali aree invece debbano essere destinate alla tutela delle qualità ambientali e paesaggistiche che altrimenti tali progetti stravolgerebbero.

   Fatte queste premesse, si vuole portare a conoscenza di codesta amministrazione che la scrivente Associazione è assolutamente contraria alla  costruzione di nuove opere di sfruttamento delle risorse idriche in aree di particolare pregio naturalistico quali i bacini della valle Elvo e della valle Sessera, posto che tali interventi comunque realizzati comporteranno modifiche ambientali, naturalistiche e paesaggistiche tali da pregiudicare il delicato equilibrio finora mantenuto.

     Si invita pertanto codesta amministrazione a bloccare ogni iniziativa in tal senso, almeno fino a quando non sarà reso pubblico un piano di tutela del territorio che preveda la preventiva individuazione di siti ove tali opere possano essere realizzate e zone di tutela sulle quali non sia possibile intervenire; ciò anche alla luce del fatto che le nuove opere che si intenderebbe costruire saranno del tutto simili a quelle già realizzate e per le quali è ben visibile la devastazione recata ai corsi d’acqua ed al territorio.

     Il compito di agevolare lo sviluppo e/o la produzione di energia con fonti rinnovabili non può prescindere dal principio secondo il quale ogni intervento deve avere adeguata sostenibilità ambientale, tanto più se esso riguarda una risorsa primaria strategica come l’acqua e tutte le sue vitali funzioni.

     L’esercizio con cui si tenta di eradicare il Torrente Elvo ed il Torrente Sessera dal contesto ambientale in cui sono inseriti per farne oggetto di sfruttamento è a nostro avviso assolutamente assurdo e, almeno nel caso della valle Sessera dove esiste un Ente denominato “Oasi Zegna” che tutela il patrimonio naturalistico della zona, assolutamente incoerente il fatto che detta tutela non comprenda anche il Torrente medesimo.

     Come se il torrente non fosse parte integrante dell’ecosistema o del paesaggio!!!

     Zone come quelle appena citate beneficiano di piani regolatori che vietano costruzioni e impongono severe normative di rispetto del territorio; ciò non è invece previsto per tutti gli ecosistemi fluviali, dove sembra esistere esclusivamente la logica dello sfruttamento.    

     I progetti in valle Sessera, inseriti nella logica di tutela naturalistica che ha portato alla creazione dell’Oasi Naturale Zegna sono un controsenso macroscopico, in tal senso sorge spontaneo il dissenso e la richiesta che lo spirito naturalistico che ha portato alla creazione dell’oasi sia lo stesso per il quale venga bandita ogni logica di sfruttamento del torrente e si ponga in essere un piano intelligente per la protezione dell’ecosistema fluviale della valle stessa per la preservazione delle specie che in esso vivono.

     Per quanto riguarda la Valle Elvo il discorso è, se possibile, ancora più delicato.

     Dal punto di vista paesaggistico e ambientale la valle Elvo è una delle valli meno antropizzate della provincia. Il suo paesaggio, la sua particolare conformazione,  la qualità dei suoi alpeggi, la bellezza dei luoghi raggiungibili attraverso sentieri e mulattiere ne fanno un gioiello ambientale che da tempo la provincia e le comunità montane tentano di valorizzare e far conoscere ad un turismo intelligente capace di apprezzarne le bellezze naturali così preservate e selvagge.

     Il torrente Elvo già monitorato in passato dai biologi della società GRAIA srl, offre acque classificate di categoria A, ospita popolazioni di pesci che trovano condizioni di vita uniche per la qualità dell’acqua stessa e per la quantità di insetti che ancora vivono lungo le sue sponde. Non per nulla la Provincia ha avviato un piano di conservazione specifico per questa splendida vallata, nel tentativo di preservarne la vocazione e le sue bellezze paesaggistiche; piano di conservazione che sarebbe inconciliabile con i suddetti progetti, i quali minerebbero la caratteristica principale rappresentata dall’attuale integra continuità del corso d’acqua, ma anche del paesaggio complessivo in cui esso ha origine e scorre.

     Difatti il Torrente Elvo non gode della medesima tutela riservata per tutto il territorio della valle omonima, ne si può pensare che lo sfruttamento del torrente non alteri in qualche modo il paesaggio esistente, inoltre, in questo caso, occorre prestare particolare attenzione alla qualità e particolarità del torrente stesso.

Costruire opere idrauliche o derivazioni per centraline idroelettriche significherebbe di colpo distruggere quanto finora ci è pervenuto intatto e preservato.

Il prelievo stesso di acqua dall’alveo del torrente per produrre energia elettrica oppure la derivazione a beneficio di colture intensive, a fronte  di benefici immediati in termini di energia o produzione di vegetali determinerà  stravolgimenti nell’assetto idrogeologico del torrente i cui effetti si vedranno nel tempo; in conclusione: si è certi che i benefici prospettati saranno superiori ai danni prodotti?

 La scrivente Associazione, le cui finalità sono volte alla salvaguardia degli ambienti e dei paesaggi rimasti integri e selvaggi nel rispetto degli utilizzi e sfruttamenti eco-compatibile delle risorse naturali rinnovabili, non ritiene che le captazioni in genere dei suddetti corsi d’acqua possano rientrare in tale forme di compatibilità, coinvolgendo essi anche lo stato dei luoghi e dei paesaggi (sia con opere di diretto impatto quali le captazioni stesse, sia con opere di impatto indiretto quali le condotte e line di trasmissione).

     Col presente esposto esprime pertanto la sua netta opposizione alla costruzione di qualsiasi opera idraulica a qualunque fine che interessi i loro bacini e, in attesa che venga predisposto un piano di Tutela delle Acque che contenga le direttive ed i siti alternativi ove sia possibile realizzare le centrali idroelettriche, invita gli organi competenti a bloccare ogni iniziativa rivolta allo sfruttamento e alla captazione delle acque per produzione di energia elettrica e/o alimentazione di bacini o canali a scopo irriguo
 

       IL SEGRETARIO GENERALE

        F.to Franco Zunino 

 

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