• Home
  • Ambiente
  • Normative di legge
  • DPR n.357 del 8/9/1997 - Attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservaz. degli habitat

DPR n.357 del 8/9/1997 - Attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservaz. degli habitat

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 8 settembre 1997, n. 357
Regolamento recante attuazione della direttiva 92/43/CEE relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali, nonche' della flora e della fauna selvatiche.
(Suppl. alla G.U. n. 248 del 23 ottobre 1997)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l'articolo 87 della Costituzione;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10 agosto 1988, n. 377, recante
regolamentazione delle pronunce di compatibilita' ambientale di cui all'articolo 6 della legge 8 luglio 1986,
n. 349, recante istituzione del Ministero dell'ambiente e norme in materia di danno ambientale;
Vista la legge 9 marzo 1989, n. 86, relativa alle norme generali sulla partecipazione dell'Italia al
processo normativo comunitario e sulle procedure di esecuzione degli obblighi comunitari;
Vista la legge 6 dicembre 1991, n. 394, recante legge quadro sulle aree protette;
Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, recante norme per la protezione della fauna selvatica
omeoterma e per il prelievo venatorio;
Vista la direttiva 92/43/CEE del Consiglio del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche;
Vista la direttiva 79/409/CEE del Consiglio del 2 aprile 1979, concernente la conservazione degli uccelli
selvatici;
Visto l'articolo 4 della legge 22 febbraio 1994, n. 146, recante disposizioni per l'adempimento di obblighi
derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - legge comunitaria 1993, che autorizza
l'attuazione, in via regolamentare, tra le altre, della direttiva 92/43/CEE;
Visto l'articolo 17, comma 1, della legge 2 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n.
210 del 7 settembre 1996, recante atto di indirizzo e coordinamento per l'attuazione dell'articolo 40, comma
1, della legge 22 febbraio 1994, n. 146, concernente disposizioni in materia di valutazione di impatto
ambientale;
Visti gli statuti delle regioni a statuto speciale e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
Sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano nella seduta del 31 luglio 1997, che ha espresso parere favorevole condizionato
all'accettazione di alcuni emendamenti;
Considerato che non può essere accettato l'emendamento aggiuntivo, proposto dalla citata Conferenza,
al comma 1 dell'articolo 4 e, conseguentemente, l'emendamento che abroga l'articolo 15 in quanto, in base
all'articolo 8, comma 4, della legge 8 luglio 1986, n. 349, ed all'articolo 21 della legge 6 dicembre 1991, n.
394, spetta al Corpo forestale dello Stato la sorveglianza nelle zone speciali di conservazione, salvo
quanto diversamente disposto per le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di
Bolzano;
Considerato che non possono essere accettati gli emendamenti, proposti dalla citata Conferenza, al
comma 2 dell'articolo 7, al comma 1 dell'articolo 10 ed al comma 1 dell'articolo 11, in quanto la tutela della
flora e della fauna rappresenta un interesse fondamentale dello Stato, come di recente ribadito anche dalla
Corte costituzionale con sentenza n. 272 del 22 luglio 1996 e che la competenza in tale materia spetta al
Ministero dell'ambiente, come stabilito dall'articolo 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349, istitutiva del
medesimo Ministero;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione consultiva per gli atti normativi,
nell'adunanza del 9 giugno 1997;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del 5 settembre 1997;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;
E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Campo di applicazione.
1. Il presente regolamento disciplina le procedure per l'adozione delle misure previste dalla direttiva
92/43/CEE "Habitat" relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della
fauna selvatiche, ai fini della salvaguardia della biodiversita' mediante la conservazione degli habitat
naturali elencati nell'allegato A e delle specie della flora e della fauna indicate agli allegati B, D ed E al
presente regolamento.
2. Le procedure disciplinate dal presente regolamento sono intese ad assicurare il mantenimento o il
ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora
selvatiche di interesse comunitario.
3. Le procedure disciplinate dal presente regolamento tengono conto delle esigenze economiche,
sociali e culturali, nonche' delle particolarita' regionali e locali.
4. Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono all'attuazione
degli obiettivi del presente regolamento nel rispetto di quanto previsto dai rispettivi statuti e dalle relative
norme di attuazione.
Art. 2.
Definizioni.
1. Ai fini del presente regolamento sono adottate le seguenti definizioni:
a) conservazione: un complesso di misure necessarie per mantenere o ripristinare gli habitat naturali e
le popolazioni di specie di fauna e flora selvatiche in uno stato soddisfacente come indicato nelle
lettere e) ed i) del presente articolo;
b) habitat naturali: le zone terrestri o acquatiche che si distinguono in base alle loro caratteristiche
geografiche, abiotiche e biotiche, interamente naturali o seminaturali;
c) habitat naturali di interesse comunitario: gli habitat naturali, indicati nell'allegato A, che, nel territorio
dell'Unione europea, alternativamente:
1) rischiano di scomparire nella loro area di distribuzione naturale;
2) hanno un'area di distribuzione naturale ridotta a seguito della loro regressione o per il fatto che
la loro area e' intrinsecamente ristretta;
3) costituiscono esempi notevoli di caratteristiche tipiche di una o piu' delle cinque regioni
biogeografiche seguenti: alpina, atlantica, continentale, macaronesica e mediterranea;
d) tipi di habitat naturali prioritari: i tipi di habitat naturali che rischiano di scomparire per la cui
conservazione l'Unione europea ha una responsabilita' particolare a causa dell'importanza della
loro area di distribuzione naturale e che sono evidenziati nell'allegato A al presente regolamento
con un asterisco (*);
e) stato di conservazione di un habitat naturale: l'effetto della somma dei fattori che influiscono
sull'habitat naturale nonche' sulle specie tipiche che in esso si trovano, che possono alterarne, a
lunga scadenza, la distribuzione naturale, la struttura e le funzioni, nonche' la sopravvivenza delle
sue specie tipiche. Lo stato di conservazione di un habitat naturale e' definito "soddisfacente"
quando:
1) la sua area di distribuzione naturale e la superficie che comprende sono stabili o in estensione;
2) la struttura e le funzioni specifiche necessarie al suo mantenimento a lungo termine esistono e
possono continuare ad esistere in un futuro prevedibile;
3) lo stato di conservazione delle specie tipiche e' soddisfacente e corrisponde a quanto indicato
nella lettera i) del presente articolo;
f) habitat di una specie: ambiente definito da fattori abiotici e biotici specifici in cui vive la specie in una
delle fasi del suo ciclo biologico;
g) specie di interesse comunitario: le specie, indicate negli allegati B, D ed E, che, nel territorio
dell'Unione europea, alternativamente:
1) sono in pericolo con l'esclusione di quelle la cui area di distribuzione naturale si estende in
modo marginale sul territorio dell'Unione europea e che non sono in pericolo ne' vulnerabili
nell'area del paleartico occidentale;
2) sono vulnerabili, quando il loro passaggio nella categoria delle specie in pericolo e' ritenuto
probabile in un prossimo futuro, qualora persistano i fattori alla base di tale rischio;
3) sono rare, quando le popolazioni sono di piccole dimensioni e, pur non essendo attualmente
ne' in pericolo ne' vulnerabili, rischiano di diventarlo a prescindere dalla loro distribuzione
territoriale;
4) endemiche e richiedono particolare attenzione, a causa della specificita' del loro habitat o delle
incidenze potenziali del loro sfruttamento sul loro stato di conservazione;
h) specie prioritarie: le specie di cui alla lettera g) del presente articolo per la cui conservazione
l'Unione europea ha una responsabilita' particolare a causa dell'importanza della loro area di
distribuzione naturale e che sono evidenziate nell'allegato B al presente regolamento con un
asterisco (*);
i) stato di conservazione di una specie: l'effetto della somma dei fattori che, influendo sulle specie,
possono alterarne a lungo termine la distribuzione e l'importanza delle popolazioni nel territorio
dell'Unione europea. Lo stato di conservazione e' considerato "soddisfacente" quando:
1) i dati relativi all'andamento delle popolazioni della specie indicano che essa continua e puo'
continuare a lungo termine ad essere un elemento vitale degli habitat naturali cui appartiene;
2) l'area di distribuzione naturale delle specie non e' in declino ne' rischia di declinare in un futuro
prevedibile;
3) esiste e continuera' probabilmente ad esistere un habitat sufficiente affinche' le sue popolazioni
si mantengano a lungo termine;
l) sito: un'area geograficamente definita, la cui superficie sia chiaramente delimitata;
m) sito di importanza comunitaria: un sito che, nella o nelle regioni biogeografiche cui appartiene,
contribuisce in modo significativo a mantenere o a ripristinare un tipo di habitat naturale di cui
all'allegato A o di una specie di cui all'allegato B in uno stato di conservazione soddisfacente e che
puo', inoltre, contribuire in modo significativo alla coerenza della rete ecologica "Natura 2000" di cui
all'articolo 3, al fine di mantenere la diversita' biologica nella regione biogeografica o nelle regioni
biogeografiche in questione. Per le specie animali che occupano ampi territori, i siti di importanza
comunitaria corrispondono ai luoghi, all'interno della loro area di distribuzione naturale, che
presentano gli elementi fisici o biologici essenziali alla loro vita e riproduzione;
n) zona speciale di conservazione: un sito di importanza comunitaria designato in base all'articolo 3,
comma 2, in cui sono applicate le misure di conservazione necessarie al mantenimento o al
ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali o delle popolazioni
delle specie per cui il sito e' designato;
o) esemplare: qualsiasi animale o pianta, vivi o morti, delle specie elencate nell'allegato D e
nell'allegato E e qualsiasi bene, parte o prodotto che risultano essere ottenuti dall'animale o dalla
pianta di tali specie, in base ad un documento di accompagnamento, all'imballaggio, al marchio
impresso, all'etichettatura o ad un altro elemento di identificazione;
p) aree di collegamento ecologico funzionale: le aree che, per la loro struttura lineare e continua
(come i corsi d'acqua con le relative sponde, o i sistemi tradizionali di delimitazione dei campi) o il
loro ruolo di collegamento (come le zone umide e le aree forestali) sono essenziali per la
migrazione, la distribuzione geografica e lo scambio genetico di specie selvatiche;
q) reintroduzione: traslocazione finalizzata a ristabilire una polazione di una determinata entita'
animale o vegetale in una parte del suo areale di documentata presenza naturale in tempi storici
nella quale risulti estinta;
r) introduzione: immissione di una entita' animale o vegetale in un'area posta al di fuori del suo areale
di documentata presenza naturale.
Art. 3.
Zone speciali di conservazione.
1. Le regioni e le provincie autonome di Trento e di Bolzano individuano, con proprio procedimento, i siti
in cui si trovano tipi di habitat elencati nell'allegato A ed habitat delle specie di cui all'allegato B e ne danno
comunicazione al Ministero dell'ambiente, ai fini della formulazione della proposta del Ministro
dell'ambiente alla Commissione europea, dei siti di importanza comunitaria, per costituire la rete ecologica
europea coerente di zone speciali di conservazione denominata "Natura 2000".
2. Il Ministro dell'ambiente, in attuazione del programma triennale per la aree naturali protette, di cui
all'articolo 4 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, designa con proprio decreto i siti di cui al comma 1 quali
"Zone speciali di conservazione", entro il termine massimo di sei anni, dalla definizione, da parte della
Commissione europea dell'elenco dei siti.
3. Al fine di assicurare la coerenza ecologica della rete "Natura 2000", il Ministro dell'ambiente, d'intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e di
Bolzano, definisce nell'ambito delle linee fondamentali di assetto del territorio, di cui all'articolo 3 della
legge 6 dicembre 1991 n. 394, le direttive per la gestione delle aree di collegamento ecologico funzionale,
che rivestono primaria importanza per la fauna e la flora selvatiche.
4. Il Ministro dell'ambiente trasmette alla Commissione europea, contestualmente alla proposta di cui al
comma 1 e su indicazione delle regioni e delle provincie autonome di Trento e di Bolzano, le stime per il
cofinanziamento comunitario necessario per l'attuazione dei piani di gestione delle zone speciali di
conservazione e delle misure necessarie ad evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di
specie, con particolare attenzione per quelli prioritari, e le eventuali misure di ripristino.
Art. 4.
Misure di conservazione.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano per i siti di importanza
comunitaria, entro tre mesi, dall'inclusione nell'elenco definito dalla Commissione europea, le opportune
misure per evitare il degrado degli habitat naturali e degli habitat di specie, nonche' la perturbazione delle
specie per cui le zone sono state designate, nella misura in cui tale perturbazione potrebbe avere
conseguenze significative per quanto riguarda gli obiettivi del presente regolamento.
2. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano per le zone speciali di
conservazione, entro sei mesi dalla loro designazione, le misure di conservazione necessarie che
implicano all'occorrenza appropriati piani di gestione specifici od integrati ad altri piani di sviluppo e le
opportune misure regolamentari, amministrative o contrattuali che siano conformi alle esigenze ecologiche
dei tipi di habitat naturali di cui all'allegato A e delle specie di cui all'allegato B presenti nei siti.
3. Qualora le zone speciali di conservazione ricadono all'interno delle aree naturali protette, si applicano
le misure di conservazione per queste previste dalla normativa vigente.
Art. 5.
Valutazione di incidenza.
1. Nella pianificazione e programmazione territoriale si deve tenere conto della valenza naturalisticoambientale
dei siti di importanza comunitaria.
2. I proponenti di piani territoriali, urbanistici e di settore, ivi compresi i piani agricoli e faunistici venatori,
presentano al Ministero dell'ambiente, nel caso di piani a rilevanza nazionale, o alle regioni o alle province
autonome di Trento e di Bolzano, nel caso di piani a rilevanza regionale o provinciale, una relazione
documentata per individuare e valutare i principali effetti che il piano puo' avere sul sito di importanza
comunitaria, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.
3. I proponenti di progetti riferibili alle tipologie progettuali di cui all'articolo 1 del decreto del Presidente del
Consiglio dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377, e successive modifiche ed integrazioni ed agli allegati A e B
del decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 1996, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 210 del 7
settembre 1996, nel caso in cui tali progetti si riferiscono ad interventi ai quali non si applica la procedura di
valutazione di impatto ambientale, presentano all'autorita' competente allo svolgimento di tale procedura
una relazione documentata per individuare e valutare i principali effetti che il progetto puo' avere sul sito di
importanza comunitaria, tenuto conto degli obiettivi di conservazione del medesimo.
4. La relazione di cui ai commi 2 e 3 deve fare riferimento ai contenuti di cui all'allegato G al presente
regolamento.
5. Nel caso in cui i progetti si riferiscono ad interventi ai quali si applica la procedura di valutazione di
impatto ambientale, si procede ai sensi della vigente normativa in materia.
6. Le autorita' di cui ai commi 2 e 3 effettuano la valutazione di incidenza dei piani o progetti sui siti di
importanza comunitaria, entro novanta giorni dal ricevimento della relazione di cui ai commi 2 e 3,
accertando che non ne pregiudicano l'integrita', tenendo conto anche delle possibili interazioni con altri
piani e progetti, e qualora ricadenti anche parzialmente in aree naturali protette, sentito l'ente di gestione
dell'area. Le Autorita' di cui ai commi 2 e 3 possono chiedere una sola volta integrazioni della relazione
ovvero possono indicare prescrizioni alle quali il proponente del piano o progetto deve attenersi. Nel caso
in cui la predetta autorita' chiede integrazioni della relazione, il termine per la valutazione di incidenza e'
interrotto e decorre dalla data in cui le integrazioni pervengono all'autorita' medesima.
7. L'autorita' competente al rilascio dell'approvazione definitiva del piano o del progetto acquisisce
preventivamente la valutazione di incidenza eventualmente individuando modalita' di consultazione del
pubblico interessato dalla realizzazione del piano o del progetto.
8. Qualora, nonostante le conclusioni negative della valutazione di incidenza sul sito ed in mancanza di
soluzioni alternative possibili, il piano o progetto debba essere realizzato per motivi imperativi di rilevante
interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale ed economica, le amministrazioni competenti adottano
ogni misura compensativa necessaria per garantire la coerenza globale della rete "Natura 2000" e ne
danno comunicazione al Ministero dell'ambiente per le finalita' di cui all'articolo 13 del presente
regolamento.
9. Qualora nei siti ricadono tipi di habitat naturali e specie prioritari il piano o il progetto di cui sia stata
valutata l'incidenza negativa sul sito di importanza comunitaria, puo' essere realizzato soltanto con
riferimento ad esigenze connesse con la salute dell'uomo e la sicurezza pubblica o con esigenze di
primaria importanza per l'ambiente, ovvero, previo parere della Commissione europea, per altri motivi
imperativi di rilevante interesse pubblico.
Art. 6.
Zone di protezione speciale.
1. Gli obblighi derivanti dall'articolo 4, commi 2 e 3, e dall'articolo 5 del presente regolamento si
applicano anche alle zone di cui all'articolo 1, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
Art. 7.
Monitoraggio.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano adottano le idonee misure per garantire il
monitoraggio dello stato di conservazione delle specie e degli habitat naturali di interesse comunitario, con
particolare attenzione a quelli prioritari, dandone comunicazione al Ministero dell'ambiente.
2. Il Ministero dell'ambiente definisce con proprio decreto, sentiti per quanto di competenza il Ministero
per le politiche agricole e l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, le linee guida per il monitoraggio.
Tutela delle specie.
Art. 8.
Tutela delle specie faunistiche.
1. Per le specie animali di cui all'allegato D, lettera a), al presente regolamento, e' fatto divieto di:
a) catturare o uccidere esemplari di tali specie nell'ambiente naturale;
b) perturbare tali specie, in particolare durante tutte le fasi del ciclo riproduttivo o durante l'ibernazione,
lo svernamento e la migrazione;
c) distruggere o raccogliere le uova e i nidi nell'ambiente naturale;
d) danneggiare o distruggere i siti di riproduzione o le aree di sosta.
2. Per le specie di cui al predetto allegato D, lettera a), e' vietato il possesso, il trasporto, lo scambio e la
commercializzazione di esemplari prelevati dall'ambiente naturale, salvo quelli lecitamente prelevati prima
dell'entrata in vigore del presente regolamento.
3. I divieti di cui al comma 1, lettere a) e b), e al comma 2 si riferiscono a tutte le fasi della vita degli
animali ai quali si applica il presente articolo.
4. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano instaurano un sistema di monitoraggio
continuo delle catture o uccisioni accidentali delle specie faunistiche elencate nell'allegato D, lettera a), e
trasmettono un rapporto annuale al Ministero dell'ambiente.
5. In base alle informazioni raccolte il Ministero dell'ambiente promuove ricerche ed indica le misure di
conservazione necessarie per assicurare che le catture o uccisioni accidentali non abbiano un significativo
impatto negativo sulle specie in questione.
Art. 9.
Tutela delle specie vegetali.
1. Per le specie vegetali di cui all'allegato D, lettera b), al presente regolamento e' fatto divieto di:
a) raccogliere, collezionare, tagliare, estirpare o distruggere intenzionalmente esemplari delle suddette
specie, nella loro area di distribuzione naturale;
b) possedere, trasportare, scambiare o commercializzare esemplari delle suddette specie, raccolti
nell'ambiente naturale, salvo quelli lecitamente raccolti prima dell'entrata in vigore del presente
regolamento.
2. I divieti di cui al comma 1, lettere a) e b), si riferiscono a tutte le fasi del ciclo biologico delle specie
vegetali alle quali si applica il presente articolo.
Art. 10.
Prelievi.
1. Il Ministero dell'ambiente, sentiti per quanto di competenza il Ministero per le politiche agricole e
l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, qualora risulti necessario, sulla base dei dati di monitoraggio di
cui all'articolo 7, con proprio decreto stabilisce adeguate misure affinche' il prelievo, nell'ambiente naturale,
degli esemplari delle specie di fauna e flora selvatiche di cui all'allegato E, nonche' il loro sfruttamento,
siano compatibili con il mantenimento delle suddette specie in uno stato di conservazione soddisfacente.
2. Le misure di cui al comma 1 possono comportare, in particolare, oltre alla prosecuzione del
monitoraggio di cui all'articolo 7:
a) le prescrizioni relative all'accesso a determinati settori;
b) il divieto temporaneo o locale di prelevare esemplari nell'ambiente naturale e di sfruttare
determinate popolazioni;
c) la regolamentazione dei periodi e dei metodi di prelievo;
d) l'applicazione, all'atto del prelievo, di norme cinegetiche o alieutiche che tengano conto della
conservazione delle popolazioni in questione;
e) l'istituzione di un sistema di autorizzazioni di prelievi o di quote;
f) la regolamentazione dell'acquisto, della vendita, del possesso o del trasporto finalizzato alla vendita
di esemplari;
g) l'allevamento in cattivita' di specie animali, nonche' la riproduzione artificiale di specie vegetali, a
condizioni rigorosamente controllate, onde ridurne il prelievo nell'ambiente naturale;
h) la valutazione dell'effetto delle misure adottate.
3. Sono in ogni caso vietati tutti i mezzi di cattura non selettivi suscettibili di provocare localmente la
scomparsa o di perturbare gravemente la tranquillita' delle specie, di cui all'allegato E, e in particolare:
a) l'uso dei mezzi di cattura e di uccisione specificati nell'allegato F, lettera a);
b) qualsiasi forma di cattura e di uccisione con l'ausilio dei mezzi di trasporto di cui all'allegato F,
lettera b).
Art. 11.
Deroghe.
1. Il Ministero dell'ambiente, sentiti per quanto di competenza il Ministero per le politiche agricole e
l'Istituto nazionale per la fauna selvatica, puo' autorizzare le deroghe alle disposizioni previste agli articoli 8,
9 e 10, comma 3, lettere a) e b), a condizione che non esista un'altra soluzione valida e che la deroga non
pregiudichi il mantenimento, in uno stato di conservazione soddisfacente, delle popolazioni della specie
interessata nella sua area di distribuzione naturale, per le seguenti finalita':
a) per proteggere la fauna e la flora selvatiche e conservare gli habitat naturali;
b) per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all'allevamento, ai boschi, al patrimonio
ittico, alle acque ed alla proprieta';
c) nell'interesse della sanita' e della sicurezza pubblica o per altri motivi imperativi di rilevante
interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, o tali da comportare conseguenze
positive di primaria importanza per l'ambiente;
d) per finalita' didattiche e di ricerca, di ripopolamento e di reintroduzione di tali specie e per
operazioni di riproduzione necessarie a tal fine, compresa la riproduzione artificiale delle piante;
e) per consentire, in condizioni rigorosamente controllate, su base selettiva e in misura limitata, la
cattura o la detenzione di un numero limitato di taluni esemplari delle specie di cui all'allegato D.
2. Qualora le deroghe, di cui al comma 1, siano applicate per il prelievo, la cattura o l'uccisione delle
specie di cui all'allegato D, lettera a), sono comunque vietati tutti i mezzi non selettivi, suscettibili di
provocarne localmente la scomparsa o di perturbarne gravemente la tranquillita', e in particolare:
a) l'uso dei mezzi di cattura e di uccisione specificati nell'allegato F, lettera a);
b) qualsiasi forma di cattura e di uccisione con l'ausilio dei mezzi di trasporto di cui all'allegato F,
lettera b).
3. Il Ministero dell'ambiente trasmette alla Commissione europea, ogni due anni, una relazione sulle
deroghe concesse, che dovra' indicare:
a) le specie alle quali si applicano le deroghe e il motivo della deroga, compresa la natura del rischio,
con l'indicazione eventuale delle soluzioni alternative non accolte e dei dati scientifici utilizzati;
b) i mezzi, i sistemi o i metodi di cattura o di uccisione di specie animali autorizzati ed i motivi della
loro autorizzazione;
c) le circostanze di tempo e di luogo che devono regolare le deroghe;
d) l'autorita' competente a dichiarare e a controllare che le condizioni richieste sono soddisfatte e a
decidere quali mezzi, strutture o metodi possono essere utilizzati, i loro limiti, nonche' i servizi e gli
addetti all'esecuzione;
e) le misure di controllo attuate ed i risultati ottenuti.
Art. 12.
Introduzioni e reintroduzioni.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, nonche' gli enti di gestione delle aree
protette, sentiti gli enti locali interessati e dopo un'adeguata consultazione del pubblico interessato,
richiedono al Ministero dell'ambiente le autorizzazioni per la reintroduzione delle specie di cui all'allegato D
e per l'introduzione di specie non locali, presentando un apposito studio.
2. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 20 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, la
reintroduzione di specie di cui all'allegato D, puo' essere autorizzata dal Ministero dell'ambiente, sentito per
quanto di competenza l'Istituto nazionale per la fauna selvatica o altri organismi tecnico-scientifici
competenti, qualora lo studio di cui al comma 1, condotto anche sulla scorta delle esperienze acquisite in
altri Stati membri dell'Unione europea o altrove, assicuri che tale reintroduzione contribuisca in modo
efficace a ristabilire uno stato di conservazione soddisfacente per la specie medesima e per l'habitat
interessato.
3. L'introduzione di specie non locali puo' essere autorizzata secondo la procedura di cui al comma 2
qualora lo studio di cui al comma 1 assicuri che non venga arrecato alcun pregiudizio agli habitat naturali,
ne' alla fauna, ne' alla flora selvatiche locali. Le valutazioni effettuate sono comunicate ai competenti
organismi dell'Unione europea.
Art. 13.
Informazione.
1. Il Ministero dell'ambiente trasmette alla Commissione europea, secondo il modello da essa definito,
ogni sei anni, a decorrere dall'anno 2000, una relazione sull'attuazione delle disposizioni del presente
regolamento. Tale relazione comprende informazioni relative alle misure di conservazione di cui all'articolo
4, nonche' alla valutazione degli effetti di tali misure sullo stato di conservazione degli habitat naturali di cui
all'allegato A e delle specie di cui all'allegato B ed i principali risultati del monitoraggio di cui all'articolo 7.
2. Ai fini della relazione di cui al comma 1, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano
presentano al Ministero dell'ambiente un rapporto, entro due anni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, sulle misure di conservazione adottate e sui criteri individuati per definire specifici
piani di gestione; le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano presentano altresi' una relazione
annuale sulle attivita' di valutazione di incidenza di piani e progetti e sulle eventuali misure compensative di
cui all'articolo 5.
Art. 14.
Ricerca e istruzione.
1. Il Ministero dell'ambiente, d'intesa con le amministrazioni interessate, promuove la ricerca e le attivita'
scientifiche necessarie ai fini della conoscenza e della salvaguardia della biodiversita' mediante la
conservazione degli habitat naturali, nonche' della flora e della fauna selvatiche e per il loro ripristino in uno
stato di conservazione soddisfacente, anche attraverso collaborazioni e scambio di informazioni con gli altri
Paesi dell'Unione europea. Promuove, altresi', programmi di ricerca per il monitoraggio di cui all'articolo 7.
2. Ai fini della ricerca di cui al comma 1 costituiscono obbiettivi prioritari, quelli relativi all'attuazione
dell'articolo 5 e quelli relativi all'individuazione delle aree di collegamento ecologico funzionale di cui
all'articolo 3.
3. Il Ministero dell'ambiente d'intesa con le amministrazioni interessate promuove l'istruzione e
l'informazione generale sulla esigenza di tutelare le specie di fauna e flora selvatiche e di conservare il loro
habitat, nonche' gli habitat naturali.
Art. 15.
Sorveglianza.
1. Il Corpo forestale dello Stato, nell'ambito delle attribuzioni ad esso assegnate dall'articolo 8, comma
4, della legge 8 luglio 1986, n. 349, e dall'articolo 21 della legge 6 dicembre 1991, n. 394, esercita le azioni
di sorveglianza connesse all'applicazione del presente regolamento.
Art. 16.
Procedura di modifica degli allegati.
1. Gli allegati A, B, C, D, E, F e G fanno parte integrante del presente regolamento.
2. Gli allegati al presente regolamento vengono modificati con decreto del Ministro dell'ambiente, in
conformita' alle variazioni apportate alla direttiva in sede comunitaria.
Art. 17.
Entrata in vigore.
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo alla data di pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara' inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi
della Repubblica italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addi' 8 settembre 1997
SCALFARO
Prodi: Presidente del Consiglio dei
Ministri
ALLEGATO A
TIPI DI HABITAT NATURALI DI INTERESSE COMUNITARIO LA CUI CONSERVAZIONE RICHIEDE LA
DESIGNAZIONE DI AREE SPECIALI DI CONSERVAZIONE
Interpretazione
Codice: Il presente allegato fa riferimento alla classificazione gerarchica degli habitat effettuata
nell'ambito del programma Corine(1) (Corine Biotopes Project) La maggior parte dei tipi di habitat naturali
menzionato è associata al codice Corine corrispondente figurante nel documento intitolato Technical
Handbook , volume 1, pagg 73-109, Corine/Biotope/89-2.2, 19 maggio 1988, parzialmente aggiornato in
data 14 febbraio 1989.
Il segno “x” che combina più codici indica tipi di habitat che si trovano associati ad esempio, 35,2 x 64,1
- Prati aperti di Corynephorus e Agrostis (35.2), delle dune continentali (64 1).
Il segno “*” significa: tipi di habitat prioritari.
_____________________________
(1)Corine: Decisione 85/338/CEE del Consiglio del 27 giugno 1985.
HABITAT COSTIERI E VEGETAZIONI ALOFITICHE
Acque marine e ambienti a marea
11 25 Banchi di sabbia a debole copertura permanente di acqua marina
11.34 *Erbari di posidonie
13.2 Estuari
14 Distese fangose o sabbiose emergenti durante la bassa marea
21 *Lagune
- Grandi cale e baie poco profonde
- Scogliere
- Colonne marine causate da emissioni di gas in acque poco profonde
Scogliere marittime e spiagge ghiaiose
17.2 Vegetazione annua delle linee di deposito marine
17.3 Vegetazione perenne dei banchi ghiaiosi
18.21 Scogliere con vegetazione delle coste atlantiche e baltiche
18.22 Scogliere con vegetazione delle coste mediterranee (con Limomo spp. endemico)
18.23 Scogliere con vegetazione delle coste macaronesiche (flora endemica di tali coste)
Paludi e pascoli inondati atlantici e continentali
15.11 Vegetazione annua pioniera di Salicornia e altre delle zone fangose e sabbiose
15.12 Prati di Spartina (Spartinion)
15.13 Pascoli inondati atlantici (Glauco-Puccinellietalia)
15.14 *Pascoli inondati continentali (Pulcinellietalia distantis)
Paludi e pascoli inondati mediterranei e termo-atlantici
15.15 Pascoli inondati mediterranei (Juncetalia maritimi)
15.16 Perticaie alofile mediterranee e termo-atlantiche (Arthrocnemetalia fruticosae)
15.17 Perticaie alonitrofile iberiche (Pegano Salsoletea)
Steppe continentali alofile e gissofile
15.18 *Steppe salate (Limonetalia)
15.19 *Steppe gessose (Gypsophiletalia)
DUNE MARITTIME E CONTINENTALI
Dune marittime delle rive atlantiche, del Mare del Nord e del Baltico
16.211 Dune mobili embrionali
16.212 Dune mobili del cordone litorale con presenza di Ammophila arenaria (dune bianche)
16.221-16.227 *Dune basse a vegetazione erbacea (dune grigie):
16.221 Galio-Koelerion albescentis
16.222 Euphorbio-Helichrysion
16.223 Crucianellion maritimae
16.224 Euphorbia terracina
16.225 Mesobromion
16.226 Trifolio-Geranietea sanguinei, Galio maritimi-Geranion sanguinei
16.227 Thero-Ainon, Botrychio-Polygaletum Tuberarion guttatae
16.23 *Dune fisse decalcificate con presenza di Empetrum nigrum
16.24 *Dune fisse decalcificate euatlantiche (Calluno- Ulicetea)
16.25 Dune con presenza di Hyppophae rhamnoides
16.26 Dune con presenza di Salix arenaria
16.29 Dune boscose del litorale atlantico
16.31-16.35 Depressioni umide interdunari
1 A Machair (* machair presenti in Irlanda)
Dune marittime delle coste mediterranee
16.223 Dune fisse del litorale di Crucianellion maritimae
16.224 Dune con presenza di Euphorbia terracina
16.228 Prati dunali di Malcolmietalia
16.229 Prati dunali di Brachypodietalia e vegetazione annua
16.27 *Perticaia costiera di ginepri (Juniperus spp.)
16.28 Dune con vegetazione di sclerofille (Cisto-Lavanduletalia)
16.29 x 42.8 *Foreste dunari di Pinus pinea e/o Pinus pinaster
Dune continentali, antiche e decalcificate
64.1 x 31.223 con lande psammofile di Calluna e Genista
64.1 x 31.227 con lande psammofile di Calluna e Empetrum nigrum
64.1 x 35.2 con prati aperti di Corynephorus e Agrostis delle dune continentali
HABITAT D'ACQUA DOLCE
Acque stagnanti
22.11 x 22.31 Acque oligotrofe a bassissimo contenuto minerale delle pianure atlantiche e
sabbiose con vegetazione anfibia di Lobelia Littorella e Isoetes
22.11 x 22.34 Acque oligotrofe a bassissimo contenuto minerale delle pianure sabbiose del
Mediterraneo occidentale con Isoetes
22.12x (22.31 e 22.32) Acque oligotrofe dell'Europa centrale e perialpina con vegetazione di Littorella o di
Isoetes o vegetazione Isoetes o vegetazione annua delle rive riemerse
(Nanocyperetalia)
22.12 x 22.44 Acque oligomesotrofe calcaree con vegetazione bentica di chara
22.13 Laghi eutrofici naturali con vegetazione del tipo Magnopotamion o Hydrocharition
22.14 Laghi distrofici
22.34 *Stagni temporanei mediterranei
- *Turloughs (Irlanda)
Acque correnti
Tratti di corsi d'acqua a dinamica naturale o seminaturale (letti minori, medi e maggiori) in cui la qualità
dell'acqua non presenta alterazioni significative
24.221 e 24.222 Fiumi alpini e loro vegetazione riparia erbacea
24.223 Fiumi alpini e loro vegetazione riparia legnosa di Myncaria germanica
24.224 Fiumi alpini e loro vegetazione riparia legnosa di Salix elaeagnos
24.225 Fiumi mediterranei a flusso permanente con Glaucium flavum
24.4 Vegetazione sommersa di ranuncoli dei fiumi submontani e delle pianure
24.52 Chenopodietum rubri dei fiumi submontani
24.53 Fiumi mediterranei a flusso permanente: Paspalo- Agrostidioni e filari ripari di Salix e
di Populus alba
- Fiumi mediterranei a flusso intermittente
LANDE E PERTICAIE TEMPERATE
31.11 Lande umide atlantiche settentrionali di Erica tetralix
31.12 *Lande umide atlantiche meridionali di Erica ciliaris ed Erica tetralix
31.2 *Lande secche (tutti i sottotipi)
31.234 *Lande secche costiere di Erica vagans e di Ulex maritimus
31.3 *Lande secche macaronesiche endemiche
31.4 Lande alpine e subalpine
31.5 *Perticaie di Pinus mugo e di Rhododendron hirsutum (Mugo-Rhodoretton hirsutum)
31.622 Perticaie di salici subartici
31.7 Lande oro-mediterranee endemiche di ginestre spinose
PERTICAIE SCLEROFILLE (MATORRAL)
Submediterranee e temperate
31 82 Formazioni stabili di Buxus sempervirens sui pendii rocciosi calcarei (Berbendion p.)
31.842 Formazioni montane di Genista purgans
31.88 Formazioni di Juniperus communis su lande o prati calcarei
31.89 *Formazioni di Cistus palhinhae su lande marittime (Juniper-Cistetum palhinhae)
Matorral arborescenti mediterranei
32.131-32.135 Formazioni di ginepri
32.17 *Matorral di Zyziphus
32.18 *Matorral di Laurus nobilis
Perticaie termo-mediterranee e pre-steppiche
32.216 Bosco ceduo di allori
32.217 Formazioni basse di euforbie vicino alle scogliere
32.22-32.26 Tutti i tipi
Phrygane
33.1 Phrygane di Astragalo-Plantaginetum subulatae
33.3 Phrygane di Sarcopoterium spinosium
33.4 Formazioni cretesi (Euphorbieto-Verbascion)
FORMAZIONI ERBOSE NATURALI E SEMINATURALI
Terreni erbosi naturali
34.11 *Terreni erbosi calcarei carsici (Alysso-Sedion albi)
34.12 *Terreni erbosi di sabbie xerofitiche (Koelerton glaucale)
34.2 Terreni erbosi calaminari
36.314 Terreni erbosi silicei di Festuca eskia dei Pirenei
36.32 Terreni erbosi boreo-alpini silicei
36.36 Terreni erbosi silicei iberici di Festuca indigesta
36.41-36.45 Terreni erbosi calcarei alpini
36.5 Terreni erbosi orofili macaronesici
Formazioni erbose secche seminaturali e facies coperte di cespugli
34.31-34.34 Su substrato calcareo (Festuco Brometalia) (* stupenda fioritura di orchidee)
34.5 *Percorsi substeppici di graminacee e piante annue (Thero-Brachypodietea)
35.1 *Formazioni erbose di Nardo, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone
montane (e delle zone submontane dell'Europa continentale)
Foreste sclerofile utilizzate come terreni di pascolo (dehesas)
32.11 di Quercus suber e/o Quercus ilex
Praterie umide seminaturali con piante erbacee alte
37.31 Praterie in cui è presente la Molin su terreni calcarei e argillosi (Eu-Molinion)
37.4 Praterie mediterranee con piante erbacee alte e giunchi (Molinion-Holoschoenion)
37.7 e 37.8 Praterie di megaphorbiae eutrofiche
- Praterie inondabili di Cnidion venosae
Terreni erbosi mesofili
38.2 Praterie magre da fieno a bassa altitudine (Alopecurus pratensis, Sanguisorba
officinalis)
38.3 Praterie montane da fieno (tipo britannico con Geranium sylvaticum)
TORBIERE ALTE E TORBIERE BASSE
Torbiere acide di sfagni
51.1 *Torbiere alte attive
51.2 Torbiere alte degradate (ancora suscettibili di rigenerazione naturale)
52.1 e 52.2 Torbiere di copertura (*torbiere attive soltanto)
54.5 Torbiere di transizione e instabili
54.6 Depressioni su substrati torbosi (Rhynchosporion)
Paludi basse calcaree
53.3 *Paludi calcaree di Cladium mariscus e di Carex davalliana
54.12 *Sorgenti pietrificanti con formazione di tufo (Cratoneurion)
54.2 Torbiere basse alcaline
54.3 *Formazioni pioniere alpine di Caricion bicoloris- atrofuscae
HABITAT ROCCIOSI E GROTTE
Ghiaioni rocciosi
61.1 Ghiaioni silicei
61.2 Ghiaioni eutrici
61.3 Ghiaioni del Mediterraneo occidentale e termofili delle Alpi
61.4 Ghiaioni balcanici
61.5 Ghiaioni dell'Europa centrale silicei
61.6 *Ghiaioni dell'Europa centrale calcarei
Vegetazione casmofitica dei pendii rocciosi
62.1 e 62.1A Sottotipi calcarei
62.2 Sottotipi silicicoli
62.3 Prati pionieri su cime rocciose
62.4 *Pavimenti calcarei
Altri habitat rocciosi
65 Grotte non ancora sfruttate a livello turistico
- Campi di lava e cavità naturali
- Grotte marine sommerse o semisommerse
- Ghiacciai permanenti
FORESTE
Foreste (sub)naturali di specie indigene di impianto più o meno antico (fustaia), comprese le macchie
sottostanti con tipico sottobosco, rispondenti ai seguenti criteri: rare o residue, e/o caratterizzate dalla
presenza di specie d'interesse comunitario
Foreste dell'Europa temperata
41.11 Faggeti di Luzulo-Fagetum
41.12 Faggeti con Ilex e Taxus e con una ricca presenza di epifite (Ilici-Fagion)
41 13 Faggeti di Asperulo-Fagetum
41.15 Faggeti subalpini con Aceri e Rumex arifolius
41.16 Faggeti calcicoli (Cephalenthero-Fagion)
41.24 Querceti di Stellario-Carpinetum
41.26 Querceti di Galio-Carpinetum
41.4 *Foreste di valloni di Tilio-Acerion
41.51 Vecchi querceti acidofili con Quercus robur delle pianure sabbiose
41.53 Vecchi querceti con Ilex e Blechnum delle isole britanniche
41.86 Frassineti di Fraxinus angustifolia
42.51 *Foreste caledoniane
44.A1 -44.A4 *Torbiere boscose
44.3 *Foreste alluvionali residue di Alnion glutinoso- incanae
44.4 Boschi misti di quercia, olmo e frassino di grandi fiumi
Foreste mediterranee caducifoglie
41.181 *Faggeti degli Appennini di Taxus e di Ilex
41.184 *Faggeti degli Appennini Abies alba e faggeti di Abies nebrodensis
41.6 Querceti galizio-portoghesi di Quercus robur e Quercus pyrenaica
41.77 Querceti di Quercus faginea (Penisola iberica)
41.85 Querceti di Quercus trojana (Italia, Grecia)
41.9 Castagneti
41.1 x 42.17 Faggeti ellenici con Abies borisii-regis
41.1B Faggeti con Quercus frainetto
42.A1 Cipressi (Acero-Cupression)
44.17 Foreste a galleria di Salix alba e Populus alba
44.52 Formazioni riparie di fiumi mediterranei a flusso intermittente di Rhododendron
ponticum, Salix e altri
44.7 Boschi di platano orientale (Platanion onentalis)
44.8 Foreste riparie a galleria termomediterranee (Nerio-Tamariceteae) e della penisola
iberica sud-occidentale (Securinegion tinctoriae)
Foreste sclerofille mediterranee
41.7C Foreste cretesi di Quercus brachyphylla
45.1 Foreste di Olea e Ceratonia
45.2 Foreste di Quercus suber
45.3 Foreste di Quercus ilex
45.5 Foreste di Quercus macrolepis
45.61-45.63 *Laurisylves macaronesiche (Laurus ,Ocotea)
45.7 *Palmeti di Phoenix (Creta)
45.8 Foreste di Ilex aquifolium
Foreste di conifere alpine e subalpine
42.21-42.23 Foreste acidofile (Vaccinio-Picetea)
42.31 e 42.32 Foreste di larici e Pinus cembra delle Alpi
42.4 Foreste di Pinus unicinata (*su substrato gissoso o calcareo)
Foreste di conifere mediterranee di montagna
42.14 *Abetaie appenniniche di Abies alba e di Picea excelsa
42.19 Abetaie di Abies pinsapo
42.61-42.66 *Pinete mediterranee di pini neri endemici
42.8 Pinete mediterranee di pini mesogeni endemici, compresi il Pinus mugo e il Pinus
leucodermis
42.9 Pinete macaronesiche (endemiche)
42.A2-42.A5 e 42.A8 *Foreste mediterranee endemiche di Juniperus spp.
42.A6 *Foreste di Tetraclinis articulata (Andalusia)
42.A71-42.A73 *Foreste di Taxus baccata
ALLEGATO B
SPECIE ANIMALI E VEGETALI D'INTERESSE COMUNITARIO LA CUI CONSERVAZIONE RICHIEDE LA
DESIGNAZIONE DI ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE
Interpretazione
a) L'allegato II è complementare dell'allegato I per la realizzazione di una rete coerente di zone
speciali di conservazione.
b) Le specie riportate nel presente allegato sono indicate:
- con il nome della specie o della sottospecie
- o con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte designata di tale
taxon.
L'abbreviazione “spp.” dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le
specie che appartengono a tale famiglia o genere.
c) Simboli
L'asterisco “*” davanti al nome di una specie indica che si tratta di una specie prioritaria.
La maggior parte delle specie incluse nel presente allegato sono riprese nell'allegato IV.
Quando una specie inclusa nel presente allegato non è ripresa né all'allegato IV ne all'allegato V il
suo nome e seguito dal segno (o); quando una specie inclusa nel presente allegato non e ripresa
all'allegato IV ma figura all'allegato V, il suo nome è seguito dal segno (V).
a)ANIMALI
VERTEBRATI
MAMMIFERI
INSECTIVORA
Talpidae
Galemys pyrenaicus
CHIROPTERA
Rhinolophidae
Rhinolophus blasii
Rhinolophus euryale
Rhinolophus ferrumequinum
Rhinolophus hipposideros
Rhinolophus mehelyi
Vespertilionidae
Barbastella barbastellus
Miniopterus schreibersi
Myotis bechsteini
Myotis blythi
Myotis capaccinii
Myotis dasycneme
Myotis emarginatus
Myotis myotis
RODENTIA
Sciuridae
Spermophilus citellus
Castoridae
Castor fiber
Microtidae
Microtus cabrerae
* Microtus oeconomus arenicola
CARNIVORA
Canidae
*Canis lupus (Popolazioni spagnole: soltanto quelle a sud del Duero; popolazioni greche soltanto
quelle a sud del 39° parallelo)
Ursidae
*Ursus arctos
Mustelidae
Lutra lutra
Mustela lutreola
Felidae
Lynx lynx
*Lynx pardina
Phocidae
Halichoerus grypus (V)
*Monachus monachus
Phoca vitulina (V)
ARTIODACTYLA
Cervidae
*Cervus elaphus corsicanus
Bovidae
Capra aegagrus (Popolazioni naturali)
*Capra pyrenaica pyrenaica
Ovis ammon musimon (Popolazioni naturali-Corsica e Sardegna)
Rupicapra rupicapra balcanica
*Rupicapra ornata
CETACEA
Tursiops truncatus
Phocoena phocoena
RETTILI
TESTIDINATA
Testudinidae
Testudo hermanni
Testudo graeca
Testudo marginata
Cheloniidae
*Caretta caretta
Emydidae
Emys orbicularis
Mauremys caspica
Mauremys leprosa
SAURIA
Lacertidae
Lacerta monticola
Lacerta schreiberi
Gallotia galloti insulanagae
*Gallotia simonyi
Podarcis lilfordi
Podarcis pityusensis
Scincidae
Chalcides occidentalis
Gekkonidae
Phyllodactylus europaeus
OPHIDIA
Colubridae
Elaphe quatuorlineata
Elaphe situla
Viperidae
*Vipera schweizeri
Vipera ursinii
ANFIBI
CAUDATA
Salamandridae
Chioglossa lusitanica
Mertensiella luschani
*Salamandra salamandra aurorae
Salamandrina terdigitata
Triturus cristatus
Proteidae
Proteus anguinus
Plethodontidae
Speleomantes bombina
Speleomantes flavus
Speleomantes genei
Speleomantes imperialis
Speleomantes supramontes
ANURA
Discoglossidae
Bombina bombina
Bombina variegata
Discoglossus jeanneae
Discoglossus montalentii
Discoglossus sardus
*Alytes muletensis
Ranidae
Rana latastei
Pelobatidae
*Pelobates fuscus insubricus
PESCI
PETROMYZONIFORMES
Petromyzonidae
Eudontomyzon spp. (o)
Lampetra fluviatilis (V)
Lampetra planeri (o)
Lethenteron zanandrai (V)
Petromyzon marinus (o)
ACIPENSERIFORMES
Acipenseridae
*Acipenser naccarii
*Acipenser sturio
ATHERINIFORMES
Cyprinodontidae
Aphanius iberus (o)
Aphanius fasciatus (o)
*Valencia hispanica
SALMONIFORMES
Salmonidae
Hucho hucho (Popolazioni naturali) (V)
Salmo salar (tranne nelle acque marine) (V)
Salmo marmoradus (o)
Salmo macrostigma (o)
Coregonidae
*Coregonus oxyrhynehus (popolazioni anadrome in certi settori del Mare del Nord)
CYPRINIFORMES
Cyprinidae
Alburnus vulturius (o)
Alburnus albidus (o)
Anaecypris hispanica
Aspius aspius (o)
Barbus plebjus (V)
Barbus meridionalis (V)
Barbus capito (V)
Barbus comiza (V)
Chalcalburnus chalcoides (o)
Chondrostoma soetta (o)
Chondrostoma polylepis (o)
Chondrostoma genei (o)
Chondrostoma lusitanicum (o)
Chondrostoma toxostoma (o)
Gobio albipinnatus (o)
Gobio uranoscopus (o)
Iberocypris palaciosi (o)
*Ladigesocypris ghigii (o)
Leuciscus lucomonis (o)
Leuciscus souffia (o)
Phoxinellus spp. (o)
Rutilus pigus (o)
Rutilus rubilio (o)
Rutilus arcasii (o)
Rutilus macrolepidotus (o)
Rutilus lemmingii (o)
Rutilus friesii meidingeri (o)
Rutilus alburnoides (o)
Rhodeus seriecus amarus (o)
Scardinius graceus (o)
Cobitidae
Cobitis conspersa (o)
Cobitis larvata (o)
Cobitis trichonica (o)
Cobitis taenia (o)
Misgurnis fossilis (o)
Sabanejewia aurata (o)
PERCIFORMES
Percidae
Gymnocephalus schraetzer (V)
Zingel spp. [(o) tranne Zingelasper e Zingel zingel (V)]
Gobiidae
Pomatoschistus canestrini (o)
Padogobius panizzai (o)
Padogobius nigricans (o)
CLUPEIFORMES
Clupeidae
Alosa spp. (V)
SCORPAENIFORMES
Cottidae
Cottus ferruginosus (o)
Cottus petiti (o)
Cottus gobio (o)
SILURIFORMES
Siluridae
Silurus aristotelis (V)
INVERTEBRATI
ARTROPODI
CRUSTACEA
Decapoda
Austropotamobius pallipes (V)
INSECTA
Coleoptera
Buprestis splendens
*Carabus olympiae
Cerambyx cerdo
Cucujus cinnaberinus
Dytiscus latissimus
Graphoderus bilineatus
Limoniscus violaceus (o)
Lucanus cervus (o)
Morimus funereus (o)
*Osmoderma eremita
*Rosalia alpina
Lepidoptera
*Callimorpha quadripunctata (o)
Coenonympha oedippus
Erebia calcaria
Erebia christi
Eriogaster catax
Euphydryas aurima (o)
Graellsia isabellae (V)
Hypodryas maturna
Lycaena dispar
Maculinea nausithous
Maculinea teleius
Melanagria arge
Papilio hospiton
Plebicula golgus
Mantodea
Apteromantis aptera
Odonata
Coenagrion hylas (o)
Coenagrion mercuriale (o)
Cordulegaster trinacriae
Gomphus graslinii
Leucorrhina pectoralis
Lindenia tetraphylla
Macromia splendens
Ophiogomphus cecilia
Oxygastra curtisii
Orthoptera
Baetica ustulata
MOLLUSCHI
GASTROPODA
Caseolus calculus
Caseolus commixta
Caseolus sphaerula
Discula leacockiana
Discula tabellata
Discus defloratus
Discus guerinianus
Elona quimperiana
Geomalacus maculosus
Geomitra moniziana
Helix subplicata
Leiostyla abbreviata
Leiostyla cassida
Leiostyla corneocostata
Leiostyla gibba
Leiostyla lamellosa
Vertigo angustior (o)
Vertigo genesii (o)
Vertigo geyeri (o)
Vertigo moulinsiana (o)
BIVALVIA
Unionoida
Margaritifera margaritifera (V)
Unio crassus
b) PIANTE
PTERIDOPHYTA
ASPLENIACEAE
Asplenium jahandiezii (Litard.) Rouy
BLECHNACEAE
Woodwardia radicans (L.) Sm.
DICKSONIACEAE
Culcita macrocarpa C. Presl
DRYOPTERIDACEAE
*Dryopteris corleyi Fraser-Jenk.
HYMENOPHYLLACEAE
Trichomanes speciosum Willd.
ISOETACEAE
Isoetes boryana Durieu
Isoetes malinverniana Ces. & De Not.
MARSILEACEAE
Marsilea batardae Launert
Marsilea quadrifolia L.
Marsilea strigosa Willd.
OPHIOGLOSSACEAE
Botrychium simplex Hitchc.
Ophioglossum polyphyllum A. Braun
GYMONOSPERMAE
PINACEAE
*Abies nebrodensis (Lojac.) Mattei
ANGIOSPERMAE
ALISMATACEAE
Caldesia parnassifolia (L.) Parl.
Luronium natans (L.) Raf.
AMARYLLIDACEAE
Leucojum nicaeense Ard.
Narcissus asturiensis (Jordan) Pugsley
Narcissus calcicola Mendonça
Narcissus cyclamineus DC.
Narcissus fernandesii G. Pedro
Narcissus humilis (Cav.) Traub
*Narcissus nevadensis Pugsley
Narcissus pseudonarcissus L.
subsp. nobilis (Haw.) A. Fernandes
Narcissus scaberulus Henriq.
Narcissus triandrus (Salisb.) D. A. Webb
subsp. capax (Salisb.) D. A. Webb.
Narcissus viridiflorus Schousboe
BORAGINACEAE
*Anchusa crispa Viv.
*Lithodora nitida (H. Ern) R. Fernandes
Myosotis lusitanica Schuster
Myosotis rehsteineri Wartm.
Myosotis retusifolia R. Afonso
Omphalodes kuzinskyana Willk.
*Omphalodes littoralis Lehm.
Solenanthus albanicus (Degen & al.) Degen & Baldacci
*Symphytum cycladense Pawl.
CAMPANULACEAE
Asyneuma giganteum (Boiss.) Bornm.
*Campanula sabatia De Not.
Jasione crispa (Pourret) Samp.
subsp. ser-pentinica Pinto da Silva
Jasione lusitanica A. DC.
CARYOPHILLACEAE
*Arenaria nevadensis Boiss. & Reuter
Arenaria provincialis Chater & Halliday
Dianthus cintranus Boiss. & Reuter
subsp. cintranus Boiss. & Reuter
Dianthus marizii (Samp.) Samp.
Dianthus rupicola Biv.
*Gypsophila papillosa P. Porta
Herniaria algarvica Chaudri
Herniaria berlengiana (Chaudhri) Franco
*Herniaria latifolia Lapeyr.
subsp. Iitardierei gamis
Herniaria maritima Link
Moehringia tommasinii Marches.
Petrocoptis grandiflora Rothm.
Petrocoptis montsicciana O. Bolos & Rivas Mart.
Petrocoptis pseudoviscosa Fernandez Casas
Silene cintrana Rothm.
*Silene hicesiae Brullo & Signorello
Silene hifacensis Rouy ex Willk.
*Silene holzmanii Heldr. ex Boiss.
Silene longicilia (Brot.) Otth.
Silene mariana Pau
*Silene orphanidis Boiss.
*Silene rothmaleri Pinto da Silva
*Silene velutina Pourret ex Loisel.
CHENOPODIACEAE
*Bassia saxicola (Guss.) A. J. Scott
*Kochia saxicola Guss.
*Salicornia veneta Pignatti & Lausi
CISTACEAE
Cistus palhinhae Ingram
Halimium verticillatum (Brot.) Sennen
Helianthemum alypoides Losa & Rivas Goday
Helianthemum caput-felis Boiss.
*Tuberaria major (Willk.) Pinto da Silva & Roseira
COMPOSITAE
*Anthemis glaberrima (Rech. f.) Greuter
*Artemisia granatensis Boiss.
*Aster pyrenaeus Desf. ex DC.
*Aster sorrentinii (Tod) Lojac.
*Carduus myriacanthus Salzm. ex DC.
*Centaurea alba L.
subsp. heldreichii (Halacsy) Dostal
*Centaurea alba L.
subsp. princeps (Boiss. & Heldr.) Gugler
*Centaurea attica Nyman
subsp. megarensis (Halacsy & Hayek) Dostal
*Centaurea balearica J. D. Rodriguez
*Centaurea borjae Valdes-Berm. & Rivas Goday
*Centaurea citricolor Font Quer
Centaurea corymbosa Pourret
Centaurea gadorensis G. Bianca
*Centaurea horrida Badaro
*Centaurea kalambakensis Freyn & Sint.
Centaurea kartschiana Scop.
*Centaurea lactiflora Halacsy
Centaurea micrantha Hoffmanns. & Link
subsp. herminii (Rouy) Dostál
*Centaurea niederi Heldr.
*Centaurea peucedanifolia Boiss. & Orph.
*Centaurea pinnata Pau
Centaurea pulvinata (G. Bianca) G. Bianca
Centaurea rothmalerana (Arenes) Dostál
Centaurea vicentina Mariz
*Crepis crocifolia Boiss. & Heldr.
Crepis granatensis (Willk.) B. Bianca & M. Cueto
Erigeron frigidus Boiss. ex DC.
Hymenostemma pseudanthemis (Kunze) Willd.
*Jurinea cyanoides (L.) Reichenb.
*Jurinea fontqueri Cuatrec.
*Lamyropsis microcephala (Moris) Dittrich & Greuter
Leontodon microcephalus (Boiss. ex DC.) Boiss.
Leontodon boryi Boiss.
*Leontodon siculus (Guss.) Finch & Sell
Leuzea longifolia Hoffmanns. & Link
Ligularia sibirica (L.) Cass.
Santolina impressa Hoffmanns. & Link
Santolina semidentata Hoffmanns. & Link
*Senecio elodes Boiss. ex DC.
Senecio nevadensis Boiss. & Reuter
CONVOLVULACEAE
*Convolvulus argyrothamnus Greuter
*Convolvulus fernandesii Pinto da Silva & Teles
CRUCIFERAE
Alyssum pyrenaicum Lapeyr.
Arabis sadina (Samp.) P. Count.
*Biscutella neustriaca Bonnet
Biscutella vincentina (Samp.) Rothm.
Boleum asperum (Pers.) Desvaux
Brassica glabrescens Poldini
Brassica insularis Moris
*Brassica macrocarpa Guss.
Coincya cintrana (P. Cout.) Pinto da Silva
*Coincya rupestris Rouy
*Coronopus navasii Pau
Diplotaxis ibicensis (Pau) Gomez-Campo
*Diplotaxis siettiana Maire
Diplotaxis vicentina (P. Cout.) Rothm.
Erucastrum palustre (Pirona) Vis.
*Iberis arbuscula Runemark
Iberis procumbens Lange
subsp. microcarpa Franco & Pinto da Silva
*Ionopsidium acaule (Desf.) Reichenb.
Ionopsidium savianum (Caruel) Ball ex Arcang.
Sisymbrium cavanillesianum Valdes & Castroviejo
Sisymbrium supinum L.
CYPERACEAE
*Carex panormitana Guss.
Eleocharis carniolica Koch
DIOSCOREACEAE
*Borderea chouardii (Gaussen) Heslot
DROSERACEAE
Aldrovanda vesiculosa L.
EUPHORBIACEAE
*Euphorbia margalidiana Kuhbier & Lewejohann
Euphorbia transtagana Boiss.
GENTIANACEAE
*Centaurium rigualii Esteve Chueca
*Centaurium somedanum Lainz
Gentiana ligustica R. de Vilm. & Chopinet
Gentianella angelica (Pugsley) E. F. Warburg
GERANIACEAE
*Erodium astragaloides Boiss. & Reuter
Erodium paularense Fernandez-Gonzalez & Izco
*Erodium rupicola Boiss.
GRAMINEAE
Avenula hackelii (Henriq.) Holub
Bromus grossus Desf. ex DC.
Coleanthus subtilis (Tratt.) Seidl
Festuca brigantina (Markgr.-Dannenb.) Markgr.-Dannenb.
Festuca duriotagana Franco & R. Afonso
Festuca elegans Boiss.
Festuca henriquesii Hack.
Festuca sumilusitanica Franco & R. Afonso
Gaudinia hispanica Stace & Tutin
Holcus setiglumis Boiss. & Reuter
subsp. duriensis Pinto da Silva
Micropyropsis tuberosa Romero-Zarco & Cabezudo
Pseudarrhenatherum pallens (Link) J. Holub
Puccinellia pungens (Pau) Paunero
*Stipa austroitalica Martinovsky
*Stipa bavarica Martinovsky & H. Scholz
*Stipa veneta Moraldo
GROSSULARIACEAE
*Ribes sardum Martelli
HYPERICACEAE
*Hypericum aciferum (Greuter) N. K. B. Robson
JUNCACEAE
Juncus valvatus Link
LABIATAE
Dracocephalum austriacum L.
*Micromeria taygetea P. H. Davis
Nepeta dirphya (Boiss.) Heldr. ex Halacsy
*Nepeta sphaciotica P. H. Davis
Origanum dictamnus L.
Sideritis incana
subsp. glauca (Cav.) Malagarriga
Sideritis javalambrensis Pau
Sideritis serrata Cav. ex Lag.
Teucrium lepicephalum Pau
Teucrium turredanum Losa & Rivas Goday
*Thymus camphoratus Hoffmanns. & Link
Thymus carnosus Boiss.
*Thymus cephalolos L.
LEGUMINOSAE
Anthyllis hystrix Cardona, Contandr. & E. Sierra
*Astragalus algarbiensis Coss. ex Bunge
*Astragalus aquilanus Anzalone
Astragalus centralpinus Braun-Blanquet
*Astragalus maritimus Moris
Astragalus tremolsianus Pau
*Astragalus verrucosus Moris
*Cytisus aeolicus Guss. ex Lindl.
Genista dorycnifolia Font Quer
Genista holopetala (Fleischm. ex Koch) Baldacci
Melilotus segetalis (Brot.) Ser.
subsp. fallax Franco
*Ononis hackelii Lange
Trifolium saxatile All.
*Vicia bifoliolata J. D. Rodriguez
LENTIBULARIACEAE
Pinguicula nevadensis (Lindb.) Casper
LILIACEAE
Allium grosii Font Quer
*Androcymbium rechingeri Greuter
*Asphodelus bento-rainhae P. Silva
Hyacinthoides vicentina (Hoffmanns. & Link) Rothm.
*Muscari gussonei (Parl.) Tod.
LINACEAE
*Linum muelleri Moris
LYTHRACEAE
*Lythrum flexuosum Lag.
MALVACEAE
Kosteletzkya pentacarpos (L.) Ledeb.
NAJADACEAE
Najas flexilis (Willd.) Rostk. & W. L. Schmidt
ORCHIDACEAE
*Cephalanthera cucullata Boiss. & Heldr.
Cypripedium calceolus L.
Liparis loeselii (L.) Rich.
*Ophrys lunulata Parl.
PAEONIACEAE
Paeonia cambessedesii (Willk.) Willk.
Paeonia parnassica Tzanoudakis
Paeonia clusii F. C. Stern
subsp. rhodia (Stearn) Tzanoudakis
PALMAE
Phoenix theophrasti Greuter
PLANTAGINACEAE
Plantago algarbiensis Samp.
Plantago almogravensis Franco
PLUMBAGINACEAE
Armeria berlengensis Daveau
*Armeria helodes Martini & Pold
Armeria negleta Girard
Armeria pseudarmeria (Murray) Mansfeld
*Armeria rouyana Daveau
Armeria soleirolii (Duby) Godron
Armeria velutina Welv. ex Boiss. & Reuter
Limonium dodartii (Girard) O. Kuntze
subsp. Iusitanicum (Daveau) Franco
*Limonium insulare (Beg. & Landi) Arrig. & Diana
Limonium lanceolatum (Hoffmanns. & Link) Franco
Limonium multiflorum Erben
*Limonium pseudolaetum Arrig. & Diana
*Limonium strictissimum (Salzmann) Arrig.
POLYGONACEAE
Polygonum praelongum Coode & Cullen
Rumex rupestris Le Gall
PRIMULACEAE
Androsace mathildae Levier
Androsace pyrenaica Lam.
*Primula apennina Widmer
Primula palinuri Petagna
Soldanella villosa Darracq.
RANUNCULACEAE
*Aconitum corsicum Gayer
Adonis distorta Ten.
Aquilegia bertolonii Schott
Aquilegia kitaibelii Schon
*Aquilegia pyrenaica D.C.
subsp. cazorlensis (Heywood) Galiano
*Consolida samia P. H. Davis
Pulsatilla patens (L.) Miller
*Ranunculus weyleri Mares
RESEDACEAE
*Reseda decursiva Forssk.
ROSACEAE
Potentilla delphinensis Gren. & Godron
RUBIACEAE
*Galium litorale Guss.
*Galium viridiflorum Boiss. & Reuter
SALICACEAE
Salix salvifolia Brot.
subsp. australis Franco
SANTALACEAE
Thesium ebracteatum Hayne
SAXIFRAGACEAE
Saxifraga berica (Beguinot) D. A. Webb
Saxifraga florulenta Moretti
Saxifraga hirculus L.
Saxifraga tombeanensis Boiss. ex Engl.
SCROPHULARIACEAE
Antirrhinum charidemi Lange
Chaenorrhinum serpyllifolium (Lange) Lange
subsp. lusitanicum R. Fernandes
*Euphrasia genargentea (Feoli) Diana
Euphrasia marchesettii Wettst. ex Marches.
Linaria algarviana Chav.
Linaria coutinhoi Valdés
*Linaria ficalhoana Rouy
Linaria flava (Poiret) Desf.
*Linaria hellenica Turrill
*Linaria ricardoi Cout.
*Linaria tursica B. Valdes & Cabezudo
Linaria tonzigii Lona
Odontites granatensis Boiss.
Verbascum litigiosum Samp.
Veronica micrantha Hoffmanns. & Link
*Veronica oetaea L.-A. Gustavson
SELAGINACEAE
*Globularia stygia Orph. ex Boiss.
SOLANACEAE
*Atropa baetica Willk.
THYMELAEACEAE
Daphne petraea Leybold
*Daphne rodriguezii Texidor
ULMACEAE
Zelkova abelicea (Lam.) Boiss.
UMBELLIFERAE
*Angelica heterocarpa Lloyd
Angelica palustris (Besser) Hoffm.
*Apium bermejoi Llorens
Apium repens (Jacq.) Lag.
Athamanta cortiana Ferrarini
*Bupleurum capillare Boiss. & Heldr.
*Bupleurum kakiskalae Greuter
Eryngium alpinum L.
*Eryngium .viviparum Gay
*Laserpitium longiradium Boiss.
*Naufraga balearica Constans & Cannon
*Oenanthe conioides Lange
Petagnia saniculifolia Guss.
Rouya polygama (Desf.) Coincy
*Seseli intricatum Boiss.
Thorella verticillatinundata (Thore) Brig.
VALERIANACEAE
Centranthus trinervis (Viv.) Beguinot
VIOLACEAE
*Viola hispida Lam.
Viola jaubertiana Mares & Vigineix
Piante inferiori
BRYOPHYTA
Bruchia vogesiaca Schwaegr. (o)
*Bryoerythrophyllum machadoanum (Sergio) M. Hill (o)
Buxbaumia viridis (Moug. ex Lam. & DC.) Brid. ex Moug. & Nestl. (o)
Dichelyma capillaceum (With.) Myr. (o)
Dicranum viride (Sull. & Lesq.) Lindb. (o)
Distichophyllum carinatum Dix. & Nich. (o)
Drepanocladus vernicosus (Mitt.) Warnst (o)
Jungermannia handelii (Schiffn.) Amak. (o)
Mannia triandra (Scop.) Grolle (o)
*Marsupella profunda Lindb. (o)
Meesia longiseta Hedw. (o)
Nothothylas orbicularis (Schwein.) Sull. (o)
Orthotrichum rogeri Brid. (o)
Petalophyllum ralfsii Nees & Goot. ex Lehm. (o)
Riccia breidleri Jur. ex Steph. (o)
Riella helicophylla (Mont.) Hook. (o)
Scapania massolongi (K. Muell.) K. Muell. (o)
Sphagnum pylaisii Brid. (o)
Tayloria rudolphiana (Gasrov) B. & G. (o)
SPECIE PER LA MACARONESIA
PTERIDOPHTYA
HYMENOPHYLLACEAE
Hymenophyllum maderensis Gibby & Lovis
DRYOPTERIDACEAE
*Polystichum drepanum (Sw.) C. Presl.
ISOETACEAE
Isoetes azorica Durieu & Paiva
MARSILIACEAE
*Marsilea azorica Launert & Paiva
ANGIOSPERMAE
ASCLEPIADACEAE
Caralluma burchardii N. E. Brown
*Ceropegia chrysantha Svent.
BORAGINACEAE
Echium candicans L. fil.
*Echium gentianoides Webb & Coincy
Myosotis azorica H. C. Watson
Myosotis maritima Hochst. in Seub.
CAMPANULACEAE
*Azorina vidalii (H. C. Watson) Feer
Musschia aurea (L. f.) DC.
*Musschia wollastonii Lowe
CAPRIFOLIACEAE
*Sambucus palmensis Link
CARYOPHYLLACEAE
Spergularia azorica (Kindb.) Lebel
CELASTRACEAE
Maytenus umbellata (R. Br.) Mabb.
CHENOPODIACEAE
Beta patula Ait.
CISTACEAE
Cistus chinamadensis Banares & Romero
*Helianthemum bystropogophyllum Svent.
COMPOSITAE
Andryala crithmifolia Ait.
*Argyranthemum lidii Humphries
Argyranthemum thalassophylum (Svent.) Hump.
Argyranthemum winterii (Svent.) Humphries
*Atractylis arbuscula Svent. & Michaelis
Atractylis preauxiana Schultz.
Calendula maderensis DC.
Cheirolophus duranii (Burchard) Holub
Cheirolophus ghomerytus (Svent.) Holub
Cheirolophus junonianus (Svent.) Holub
Cheirolophus massonianus (Lowe) Hansen
Cirsium latifolium Lowe
Helichrysum gossypinum Webb
Helichrysum oligocephala (Svent. & Bzamw.)
*Lactuca watsoniana Trel.
*Onopordum nogalesii Svent.
*Onopordum carduelinum Bolle
*Pericallis hadrosoma Svent.
Phagnalon benettii Lowe
Stemmacantha cynaroides (Chr. Son. in Buch) Ditt
Sventenia bupleuroides Font Quer
*Tanacetum ptarmiciflorum Webb & Berth
CONVOLVULACEAE
*Convolvulus caput-medusae Lowe
*Convolvulus lopez-socasii Svent.
*onvolvulus massonii A. Dietr.
CRASSULACEAE
Aeonium gomeraense Praeger
Aeonium saundersii Bolle
Aichryson dumosum (Lowe) Praeg.
Monanthes wildpretii Banares & Scholz
Sedum brissemoretii Raymond-Hamet
CRUCIFERAE
*Crambe arborea Webb ex Christ
Crambe laevigata DC. ex Christ
*Crambe sventenii R. Petters ex Bramwell & Sund.
*Parolinia schizogynoides Svem.
Sinapidendron rupestre (Ait.) Lowe
CYPERACEAE
Carex malato-belizii Raymond
DIPSACACEAE
Scabiosa nitens Roemer & J. A. Schultes
ERICACEAE
Erica scoparia L.
subsp. azorica (Hochst.) D. A. Webb
EUPHORBIACEAE
*Euphorbia handiensis Burchard
Euphorbia lambii Svent.
Euphorbia stygiana H. C. Watson
GERANIACEAE
*Geranium maderense P. F. Yeo
GRAMINEAE
Deschampsia maderensis (Haeck. & Born.)
Phalaris maderensis (Menezes) Menezes
LABIATAE
*Sideritis cystosiphon Svent.
*Sideritis discolor (Webb ex de Noe) Bolle
Sideritis infernalis Bolle
Sideritis marmorea Bolle
Teucrium abutiloides L'Hér
Teucrium betonicum L'Her
LEGUMINOSAE
*Anagyris latifolia Brouss. ex Willd.
Anthyllis lemanniana Lowe
*Dorycnium spectabile Webb & Berthel
*Lotus azoricus P. W. Ball
Lotus callis-viridis D. Bramwell & D. H. Davis
*Lotus kunkelii (E. Chueca) D. Bramwell & al.
*Teline rosmarinifolia Webb & Berthel.
*Teline salsoloides Arco & Acebes.
Vicia dennesiana H. C. Watson
LILIACEAE
*Androcymbium psammophilum Svent.
Scilla maderensis Menezes
Semele maderensis Costa
LORANTHACEAE
Arceuthobium azoricum Wiens & Hawksw
MYRICACEAE
*Myrica rivas-martinezii Santos.
OLEACEAE
Jasminum azoricum L.
Picconia azorica (Tutin) Knobl.
ORCHIDACEAE
Goodyera macrophylla Lowe
PITTOSPORACEAE
*Pittosporum coriaceum Dryand. ex Ait.
PLANTAGINACEAE
Plantago malalo-belizii Lawalree
PLUMBAGINACEAE
*Limonium arborescens (Brouss.) Kuntze
Limonium dendroides Svent.
*Limonium spectabile (Svent.) Kunkel & Sunding
*Limonium sventenii Santos & Fernandez Galvan
POLYGONACEAE
Rumex azoricus Rech. fil.
RHAMNACEAE
Frangula azorica Tutin
ROSACEAE
*Bencomia brachyslachya Svent.
Bencomia sphaerocarpa Svent.
*Chamaemeles coriacea Lindl.
Dendriopterium pulidoi Svent.
Marcetella maderensis (Born.) Svent.
Prunus lusitanica L.
subsp. azorica (Mouillef.) Franco
Sorbus maderensis (Lowe) Docle
SANTALACEAE
Kunkeliella subsucculenta Kammer
SCROPHULARIACEAE
*Euphrasia azorica Wats
Euphrasia grandiflora Hochsn ex Seub.
*Isoplexis chalcantha Svent. & O'Shanahan
Isoplexis isabelliana (Webb & Benthel.) Masferrer
Odontites holliana (Lowe) Benth.
Sibthorpia peregrina L.
SELAGINACEAE
*GIobularia ascanii D. Bramwell & Kunkel
*Globularia sarcophylla Svent.
SOLANACEAE
*Solanum lidii Sunding
UMBELLIFERAE
Ammi trifoliatum (H. C. Watson) Trelease
Bupleurum handiense (Bolle) Kunkel
Chaerophyllum azoricum Trelease
Ferula latipinna Santos
Melanoselinum decipiens (Schrader & Wendl.) Hoffm.
Monizia edulis Lowe
Oenanthe divaricata (R. Br.) Mabb.
Sanicula azorica Guthnick ex Seub.
VIOLACEAE
Viola paradoxa Lowe
Piante inferiori
BRYOPHYTA
*Echinodium spinosum (Mitt.) Jur. (o)
*Thamnobryum fernandesii Sergio (o)
ALLEGATO C
CRITERI DI SELEZIONE DEI SITI ATTI AD ESSERE INDIVIDUATI QUALI SITI DI IMPORTANZA
COMUNITARIA E DESIGNATI QUALI ZONE SPECIALI DI CONSERVAZIONE
Fase 1: Valutazione a livello nazionale dell'importanza relativa dei siti per ciascun tipo di habitat
naturale dell'allegato I e per ciascuna specie dell'allegato II (compresi i tipi di habitat naturali prioritari e le
specie prioritarie)
A. Criteri di valutazione del sito per un tipo di habitat naturale determinato dell'allegato I
a) Grado di rappresentatività del tipo di habitat naturale sul sito.
b) Superficie del sito coperta dal tipo di habitat naturale rispetto alla superficie totale coperta da
questo tipo di habitat naturale sul territorio nazionale.
c) Grado di conservazione della struttura e delle funzioni del tipo di habitat naturale in questione e
possibilità di ripristino.
d) Valutazione globale del valore del sito per la conservazione del tipo di habitat naturale in questione.
B. Criteri di valutazione del sito per una specie determinata di cui all'allegato II
a) Dimensione e densità della popolazione della specie presente sul sito rispetto alle popolazioni
presenti su territorio nazionale.
b) Grado di conservazione degli elementi dell'habitat importanti per la specie in questione e possibilità
di ripristino.
c) Grado di isolamento della popolazione presente sul sito rispetto all'area di ripartizione naturale della
specie.
d) Valutazione globale del valore del sito per la conservazione della specie in questione.
C. In base a questi criteri, gli Stati membri classificano i siti che propongono sull'elenco nazionale come
siti atti ad essere individuati quali siti di importanza comunitaria secondo il loro valore relativo per la
conservazione di ciascun tipo di habitat naturale o di ciascuna specie che figura rispettivamente
nell'allegato I o II ad essi relativi.
D. Questo elenco evidenzia i siti che ospitano i tipi di habitat naturali e le specie prioritari che sono stati
selezionati dagli Stati membri secondo i criteri elencati ai punti A e B.
Fase 2: Valutazione dell'importanza comunitaria dei siti inclusi negli elenchi nazionali
1. Tutti i siti individuati dagli Stati membri nella fase 1, che ospitano tipi di habitat naturali e/o specie
prioritari, sono considerati siti di importanza comunitaria.
2. La valutazione dell'importanza comunitaria degli altri siti inclusi negli elenchi degli Stati membri, e
cioè del loro contributo al mantenimento o al ripristino, in uno stato di conservazione favorevole, di un
habitat naturale di cui all'allegato I o di una specie di cui all'allegato II e/o alla coerenza di Natura 2000,
terrà conto dei seguenti criteri:
a) il valore relativo del sito a livello nazionale;
b) la localizzazione geografica del sito rispetto alle vie migratorie di specie dell'allegato II, nonché la
sua eventuale appartenenza ad un ecosistema coerente situato a cavallo di una o più frontiere
interne della Comunità;
c) la superficie totale del sito;
d) il numero di tipi di habitat naturali dell'allegato I e di specie dell'allegato II presenti sul sito;
e) il valore ecologico globale del sito per la o le regioni biogeografiche interessate e/o per l'insieme del
territorio di cui all'articolo 2 sia per l'aspetto caratteristico o unico degli elementi che lo
compongono sia per la loro combinazione.
ALLEGATO D
SPECIE ANIMALI E VEGETALI DI INTERESSE COMUNITARIO CHE RICHIEDONO UNA PROTEZIONE
RIGOROSA
Le specie che figurano nel presente allegato sono indicate:
- con il nome della specie o della sottospecie, oppure
- con l'insieme delle specie appartenenti ad un taxon superiore o ad una parte indicata di detto taxon.
L'abbreviazione “spp.” dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a designare tutte le specie che
appartengono a tale genere o famiglia.
a) ANIMALI
VERTEBRATI
MAMMIFERI
INSECTIVORA
Erinaceidae
Erinaceus algirus
Soricidae
Crocidura canariensis
Talpidae
Galemys pyrenaicus
MICROCHIROPTERA
Tutte le specie
RODENTIA
Gliridae
Tutte le specie tranne Glis glis e Eliomys quercinus
Sciuridae
Citellus citellus
Sciurus anomalus
Castoridae
Castor fiber
Cricetidae
Cricetus cricetus
Microtidae
Microtus cabrerae
Microtus oeconomus arenicola
Zapodidae
Sicista betulina
Hystricidae
Hystrix cristata
CARNIVORA
Canidae
Canis lupus (ad eccezione delle popolazioni spagnole a nord del Duero e delle popolazioni
greche a nord del 39° parallelo)
Ursidae
Ursus arctos
Mustelidae
Lutra lutra
Mustela lutreola
Felidae
Felis silvestris
Lynx lynx
Lynx pardina
Phocidae
Monachus monachus
ARTIODACTYLA
Cervidae
Cervus elaphus corsicanus
Bovidae
Capra aegagrus (Popolazioni naturali)
Capra pyrenaica pyrenaica
Ovis ammon musimon (Popolazioni naturali-Corsica e Sardegna)
Rupicapra rupicapra balcanica
Rupicapra ornata
CETACEA
Tutte le specie
RETTILI
TESTUDINATA
Testudinidae
Testudo hermanni
Testudo graeca
Testudo marginata
Cheloniidae
Caretta caretta
Chelonia mydas
Lepidochelys kempii
Eretmochelys imbricata
Dermochelyidae
Dermochelys coriacea
Emydidae
Emys orbicularis
Mauremys caspica
Mauremys leprosa
SAURIA
Lacertidae
Algyroides fitzingeri
Algyroides marchi
Algyroides moreoticus
Algyroides nigropunctatus
Lacerta agilis
Lacerta bedriagae
Lacerta danfordi
Lacerta dugesi
Lacerta graeca
Lacerta horvathi
Lacerta monticola
Lacerta schreiberi
Lacerta trilineata
Lacerta viridis
Gallotia atlantica
Gallotia galloti
Gallotia galloti insulanagae
Gallotia simonyi
Gallotia stehlini
Ophisops elegans
Podarcis erhardii
Podarcis filfolensis
Podarcis hispanica atrata
Podarcis lilfordi
Podarcis melisellensis
Podarcis milensis
Podarcis muralis
Podarcis peloponnesiaca
Podarcis pityusensis
Podarcis sicula
Podarcis taurica
Podarcis tiliguerta
Podarcis wagleriana
Scincidae
Ablepharus kitaibelli
Chalcides bedriagai
Chalcides occidentalis
Chalcides ocellatus
Chalcides sexlineatus
Chalcides viridianus
Ophiomorus punctatissimus
Gekkonidae
Cyrlopodion kotschyi
Phyllodactylus europaeus
Tarentola angustimentalis
Tarentola boettgeri
Tarentola delalandii
Tarentola gomerensis
Agamidae
Stellio stellio
Chamaeleontidae
Chamaeleo chamaeleon
Anguidae
Ophisaurus apodus
OPHIDIA
Colubridae
Coluber caspius
Coluber hippocrepis
Coluber jugularis
Coluber laurenti
Coluber najadum
Coluber nummifer
Coluber viridiflavus
Coronella austriaca
Eirenis modesta
Elaphe longissima
Elaphe quatuorlineata
Elaphe situla
Natrix natrix cetti
Natrix natrix corsa
Natrix tessellata
Telescopus falax
Viperidae
Vipera ammodytes
Vipera schweizeri
Vipera seoanni (tranne le popolazioni spagnole)
Vipera ursinii
Vipera xanthina
Boidae
Eryx jaculus
ANFIBI
CAUDATA
Salamandridae
Chioglossa lusitanica
Euproctus asper
Euproctus montanus
Euproctus platycephalus
Salamandra atra
Salamandra aurorae
Salamandra lanzai
Salamandra luschani
Salamandrina terdigitata
Triturus carnifex
Triturus cristatus
Triturus italicus
Triturus karelinii
Triturus marmoratus
Proteidae
Proteus anguinus
Plethodontidae
Speleomantes ambrosii
Speeomantes flavus
Speleomantes genei
Speleomantes imperialis
Speleomantes italicus
Speleomantes supramontes
ANURA
Discoglossidae
Bombina bombina
Bombina variegata
Discoglossus galganoi
Discoglossus jeanneae
Discoglossus montalentii
Discoglossus pictus
Discoglossus sardus
Alytes cisternasii
Alytes muletensis
Alytes obstetricans
Ranidae
Rana arvalis
Rana dalmatina
Rana graeca
Rana iberica
Rana italica
Rana latastei
Rana lessonae
Pelobatidae
Pelobates cultripes
Pelobates fuscus
Pelobates syriacus
Bufonidae
Bufo calamita
Bufo viridis
Hylidae
Hyla arborea
Hyla meridionalis
Hyla sarda
PESCI
ACIPENSERIFORMES
Acipenseridae
Acipenser naccarii
Acipenser sturio
ATHERINIFORMES
Cyprinodontidae
Valencia hispanica
CYPRINIFORMES
Cyprinidae
Anaecypris hispanica
PERCIFORMES
Percidae
Zingel asper
SALMONIFORMES
Coregonidae
Coregonus oxyrhynchus (Popolazioni anadrome in certi settori del Mare del Nord)
INVERTEBRATI
ARTROPODI
INSECTA
Coleoptera
Buprestis splendens
Carabus olympiae
Cerambyx cerdo
Cucujus cinnaberinus
Dytiscus latissimus
Graphoderus bilineatus
Osmoderma eremita
Rosalia alpina
Lapidoptera
Apatura metis
Coenonympha hero
Coenonympha oedippus
Erebia calcaria
Erebia christi
Erebia sudetica
Eriogaster catax
Fabriciana elisa
Hypodryas maturna
Hyles hippophaes
Lopinga achine
Lycaena dispar
Maculinea arion
Maculinea nausithous
Maculinea teleius
Melanagria arge
Papilio alexanor
Papilio hospiton
Parnassius apollo
Parnassius mnemosyne
Plebicula golgus
Proserpinus proserpina
Zerynthia polyxena
Mantodea
Apteromantis aptera
Odonata
Aeshna viridis
Cordulegaster trinacriae
Gomphus graslinii
Leucorrhina albifrons
Leucorrhina caudalis
Leucorrhina pectoralis
Lindenia tetraphylla
Macromia splendens
Ophiogomphus cecilia
Oxygastra curtisii
Stylurus flavipes
Sympecma braueri
Orthoptera
Baetica ustulata
Saga pedo
ARACHNIDA
Araneae
Macrothele calpeiana
MOLLUSCHI
GASTROPODA
Prosobranchia
Patella feruginea
Stylommatophora
Caseolus calculus
Caseolus commixta
Cascolus sphaerula
Discula leacockiana
Discula tabellata
Discula testudinalis
Discula turricula
Discus defloratus
Discus guerinianus
Elona quimperiana
Geomalacus maculosus
Geomitra moniziana
Helix subplicata
Leiostyla abbreviata
Leiostyla cassida
Leiostyla corneocostata
Leiostyla gibba
Leiostyla lamellosa
BIVALVIA
Anisomyaria
Lithophaga lithophaga
Pinna nobilis
Unionoida
Margaritifera auricularia
Unio crassus
ECHINODERMATA
Echinoidea
Centrostephanus longispinus
b) PIANTE
L'allegato IV b) contiene tutte le specie vegetali menzionate nell'allegato II b) (1) più quelle qui di seguito
menzionate
PTERIDOPHYTA
ASPLENIACEAE
Asplenium hemionitis L
ANGIOSPERMAE
AGAVACEAE
Dracaena draco (L ) L.
AMARYLLIDACEAE
Narcissus longispathus Pugsley
Narcissus triandrus L
BERBERIDACEAE
Berberis maderensis Lowe
CAMPANULACEA
Campanula morettiana Reichenb.
Physoplexis comosa (L.) Schur.
CARYOPHYLLACEAE
Moehringia fontqueri Pau
COMPOSITAE
Argyranthemum pinnatifidum (L.f.) Lowe
subsp. succulentum (Lowe) C. J. Humphries
Helichrysum sibthorpii Rouy
Picris willkommii (Schultz Bip.) Nyman
Santolina elegans Boiss. ex DC.
Senecio caespitosus Brot.
Senecio lagascanus DC.
subsp. lusitanicus (P. Cout.) Pinto da Silva
Wagenitzia lancifolia (Sieber ex Sprengel) Dostal
CRUCIFERAE
Murbeckiella sousae Rothm.
EUPHORBIACEAE
Euphorbia nevadensis Boiss. & Reuter
GESNERIACEAE
Jankaea heldreichii (Boiss.) Boiss.
Ramonda serbica Pancic
IRIDACEAE
Crocus etruscus Parl.
Iris boissieri Henriq.
Iris marisca Ricci & Colasante
LABIATAE
Rosmarinus tomentosus Huber-Morath & Maire
Teucrium charidemi Sandwith
Thymus capitellatus Hoffmanns. & Link
Thymus villosus L.
subsp. villosus L.
LILIACEAE
Androcymbium europeum (Lange) K. Richter
Bellevalia hackelli Freyn
Colchicum corsicum Baker
Colchicum cousturieri Greuter
Fritillaria conica Rix
Fritillaria drenovskii Dogen & Stoy.
Fritillaria gussichiae (Degen & Doerfler) Rix
Fritillaria obliqua Ker-Gawl.
Fritillaria rhodocanakis Orph. ex Baker
Ornithogalum reverchonii Degen & Herv.-Bass.
Scilla beirana Samp.
Scilla odorata Link
ORCHIDACEAE
Ophrys argolica Fleischm.
Orchis scopulorum Simsmerh.
Spiranthes aestivalis (Poiret) L. C. M. Richard
PRIMULACEAE
Androsace cylindrica DC.
Primula glaucescens Moretti
Primula spectabilis Tratt.
RANUNCULACEAE
Aquilegia alpina L.
SAPOTACEAE
Sideroxylon marmulano Banks ex Lowe
SAXIFRAGACEAE
Saxifraga cintrana Kuzinsky ex Willk.
Saxifraga portosanctana Boiss.
Saxifraga presolanensis Engl.
Saxifraga valdensis DC.
Saxifraga vayredana Luizet
SCROPHULARIACEAE
Antirrhinum lopesianum Rothm.
Lindernia procumbens (Krocker) Philcox
SOLANACEAE
Mandragora officinarum L.
THYMELAEACEAE
Thymelaea broterana P. Cout.
UMBELLIFERAE
Bunium brevifolium Lowe
VIOLACEAE
Viola athois W. Becker
Viola cazorlensis Gandoger
Viola delphinantha Boiss.
___________________
(1) Ad eccezione delle Bryophyta dell'allegato II b)
ALLEGATO E
SPECIE ANIMALI E VEGETALI DI INTERESSE COMUNITARIO IL CUI PRELIEVO NELLA NATURA E IL
CUI SFRUTTAMENTO POTREBBERO FORMARE OGGETTO DI MISURE DI GESTIONE
Le specie che figurano nel presente allegato sono indicate:
-con il nome della specie o della sottospecie oppure
-con l'insieme delle specie appanenenti ad un taxon superiore o ad una parte indicata di detto taxon.
L'abbreviazione spp. dopo il nome di una famiglia o di un genere serve a desigare tutte le specie che
appantengono a tale famiglia o genere.
a) ANIMALI
VERTEBRATI
MAMMIFERI
CARNIVORA
Canidae
Canis aureus
Canis lupus (Popolazioni spagnole a nord del Duero e popolazioni greche a nord del 39° parallelo)
Mustelidae
Martes martes
Mustela putorius
Phocidae
Tutte le specie non menzionate nell'allegato IV
Viverridae
Genetta genetta
Herpestes ichneumon
DUPLICIDENTATA
Leporidae
Lepus timidus
ARTIODACTYLA
Bovidae
Capra ibex
Capra pyrenaica (ad eccezione di Capra pyrenaica pyrenaica)
Rupicapra rupicapra (ad eccezione di Rupicapra rupicapra balcanica)
ANFIBI
ANURA
Ranidae
Rana esculenta
Rana perezi
Rana ridibunda
Rana temporaria
PESCI
PETROMYZONIFORMES
Petromyzonidae
Lampetra fluviatilis
Lethenteron zanandrai
ACIPENSERIFORMES
Acipenseridae
Tutte le specie non menzionate nell'allegato IV
SALMONIFORMES
Salmonidae
Thymallus thymallus
Coregonus spp. (tranne Coregonus oxyrhynchus-popolazione anadrome in alcuni settori del Mare
del Nord)
Hucho hucho
Salmo salar (soltanto in acque dolci)
Cyprinidae
Barbus spp.
PERCIFORMES
Percidae
Gymnocephalus schraetzer
Zingel zingel
CLUPEIFORMES
Clupeidae
Alosa spp.
SILURIFORMES
Siluridae
Silurus aristotelis
INVERTEBRATI
COELENTERATA
CNIDARIA
Corallium rubrum
MOLLUSCA
GASTROPODA-STYLOMMATHOPHORA
Helicidae
Helix pomatia
BIVALVIA-UNIONODIA
Margaritiferidae
Margaritifera margaritifera
Unionidae
Microcondylaea compressa
Unio elongatulus
ANNELIDA
HIRUDINOIDEA-ARHYNCHOBDELLAE
Hirudinidae
Hirudo medicinalis
ARTHROPODA
CRUSTACEA-DECAPODA
Astacidae
Astacus astacus
Austropotamobius pallipes
Austropotamobius torrentium
Scyllaridae
Scyllarides latus
INSECTA-LEPIDOPTERA
Salturniidae
Graellsia isabellae
b) PIANTE
ALGAE
RHODOPHYTA
CORALLINACEAE
Lithothamnium coralloides Crouan frat.
Phymatholithon calcareum (Poll.) Adey & McKibbin
LICHENES
CLADONIACEAE
Cladonia L. subgenus Cladina (Nyl.) Vain.
BRYOPHYTA
MUSCI
LEUCOBRYACEAE
Leucobryum glaucum (Hedw.) Angstr.
SPHAGNACEAE
Sphagnum L. spp. (tranne Sphagnum pylasii Brid.)
PTERIDOPHYTA
Lycopodium spp.
ANGIOSPERMAE
AMARYLLIDACEAE
Galanthus nivalis L.
Narcissus bulbocodium L.
Narcissus juncifolius Lagasca
COMPOSITAE
Arnica montana L.
Artemisia eriantha Ten
Artemisia genipi Weber
Doronicum plantagineum L.
subsp. tournefortii (Rouy) P. Cout.
CRUCIFERAE
Alyssum pintodasilvae Dunley.
Malcolmia lacera (L.) DC.
subsp. graccilima (Samp.) Franco
Murbeckiella pinnatifida (Lam,) Rothm.
subsp. herminii (Rivas-Marrinez) Greuter & Burdet
GENTIANACEAE
Gentiana lutea L.
IRDACEAE
Iris lusitanica Ker-Gawler
LABIATAE
Teucrium salviastrum Schreber
subsp. salviastrum Schreber
LEGUMINOSAE
Anthyllis lusitanica Cullen & Pino da Silva
Dorycnium pentaphyllum Scop.
subsp. transmontana Franco
Ulex densus Welw. ex Webb.
LILIACEAE
Lilium rubrum Lmk
Ruscus aculeatus L.
PLUMBAGINACEAE
Armeria sampaioi (Bernis) Nieto Feliner
ROSACEAE
Rubus genevieri Boreau
subsp. herminii (Samp.) P. Cout.
SCRPHULARIACEA
Anarrhinum longipedicelatum R. Fernandes
Euphrasia mendonçae Samp.
Scrophularia grandiflora DC.
subsp. grandiflora DC.
Scrophularia herminii Hoffmanns. & Link
Scrophularia sublyrata Brot.
COMPOSITAE
Leuzea rhaponticoides Graells
ALLEGATO F
METODI E MEZZI DI CATTURA E DI UCCISIONE NONCHÉ MODALITÀ DI TRASPORTO VIETATI
a) Mezzi non selettivi
MAMMIFERI
- Animali ciechi o mutilati utilizzati come esche viventi
- Magnetofoni
- Dispositivi elettrici o elettronici in grado di uccidere o di stordire
- Fonti luminose artificiali
- Specchi e altri mezzi accecanti
- Mezzi di illuminazione di bersagli
- Dispositivi di mira per tiri notturni comprendenti un amplificatore di immagini o un convertitore di
immagini elettroniche
- Esplosivi
- Reti non selettive quanto al principio o alle condizioni d'uso
- Trappole non selettive quanto al principio o alle condizioni d'uso
- Balestre
- Veleni ed esche avvelenate o anestetizzanti
- Uso di gas o di fumo
- Armi semiautomatiche o automatiche con caricatore contenente più di due cartucce
PESCI
- Veleno
- Esplosivi
b) Modalità di trasporto
- Aeromobili
- Veicoli a motore in movimento
ALLEGATO G
CONTENUTI DELLA RELAZIONE PER LA VALUTAZIONE DI INCIDENZA DI PIANI E PROGETTI.
1. Caratteristiche dei piani e progetti.
Le caratteristiche dei piani e progetti debbono essere descritte con riferimento in particolare alle
tipologie delle azioni e/o opere:
- alle dimensioni e/o ambito di riferimento;
- alla complementarietà con altri piani e/o progetti;
- all'uso delle risorse naturali;
- alla produzione di rifiuti;
- all'inquinamento e disturbi ambientali;
- al rischio di incidenti per quanto riguarda, le sostanze e le tecnologie utilizzate.
2. Area vasta di influenza dei piani e progetti - interferenze con il sistema ambientale:
Le interferenze di piani e progetti debbono essere descritte con riferimento al sistema ambientale
considerando:
- componenti abiotiche;
- componenti biotiche;
- connessioni ecologiche.
Le interferenze debbono tener conto della qualità, della capacità di rigenerazione delle risorse naturali
della zona e della capacità di carico dell'ambiente naturale, con riferimento minimo alla cartografia del
progetto CORINE LAND COVER.
_____________________________________
(*) Progetto CORINE LAND COVER: si tratta di un progetto che fa parte del programma comunitario CORINE, il sistema informativo
creato allo scopo di coordinare a livello europeo le attivita' di rilevamento, archiviazione, elaborazione e gestione di dati territoriali
relativi allo stato dell'ambiente. Tale progetto ha previsto la redazione, per tutto il territorio nazionale, di una carta della copertura del
suolo in scala 1: 100.000.

 

 

Stampa Email