Piemonte Legge regionale 8 r 17/7/2007 - Disposizioni per la prima attuazione

Bollettino Ufficiale n. 29 del 19 / 07 / 2007
 
 Decreto della Presidente della Giunta Regionale 17 luglio 2007, n. 8/R
 
 Regolamento regionale recante: Disposizioni per la prima attuazione
 delle norme in materia di deflusso minimo vitale (Legge regionale 29
 dicembre 2000, n. 61).
 
 LA PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
 
 Visto l?articolo 121 della Costituzione (come modificato dalla legge
 costituzionale 22 novembre 1999, n. 1);
 
 Visti gli articoli 27 e 51 dello Statuto della Regione Piemonte;
 
 Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
 
 Vista la legge regionale 29 dicembre 2000, n. 61;
 
 Vista la deliberazione della Giunta regionale n. 38-6424 del 17 luglio 2007
 
 emana
 
 il seguente regolamento
 
 Regolamento regionale recante: ?Disposizioni per la prima attuazione
 delle norme in materia di deflusso minimo vitale (Legge regionale 29
 dicembre 2000, n. 61)?.
 
 SOMMARIO
 
 Art. 1.
 
 (Oggetto e finalità)
 
 Art. 2.
 
 (Definizioni)
 
 Art. 3.
 
 (Ambito d?applicazione)
 
 Art. 4.
 
 (DMV idrologico e DMV di base)
 
 Art. 5.
 
 (DMV ambientale)
 
 Art. 6.
 
 (Bacini inferiori o uguali a 50 chilometri quadrati)
 
 Art. 7.
 
 (Rilasci da invasi)
 
 Art. 8.
 
 (Rilasci da sorgente)
 
 Art. 9.
 
 (Deroghe)
 
 Art. 10.
 
 (Nuovi prelievi e rinnovi)
 
 Art. 11.
 
 (Prelievi esistenti)
 
 Art. 12.
 
 (Modalità di rilascio in alveo)
 
 Art. 13.
 
 (Sperimentazione)
 
 Art. 14.
 
 (Controlli)
 
 Art. 15.
 
 (Disposizione finale)
 
 Allegato A - Calcolo del DMV idrologico e del DMV di base
 
 Allegato B - Tratti di corsi d?acqua soggetti a ricorrenti deficit
 idrici estivi
 
 Allegato C - Modulazione del rilascio
 
 Allegato D - Progetti di adeguamento delle opere di presa
 
 Art. 1.
 
 (Oggetto e finalità)
 
 1. Il presente regolamento, in attuazione della legge regionale 29
 dicembre 2000, n. 61 (Disposizioni per la prima attuazione del decreto
 legislativo 11 maggio 1999, n. 152, in materia di tutela delle acque) e
 del Piano regionale di tutela delle acque, detta disposizioni per la
 prima attuazione delle norme in materia di deflusso minimo vitale, di
 seguito denominato DMV.
 
 2. Il presente regolamento, ferme restando le disposizioni della legge
 regionale 29 dicembre 2006, n. 37 (Norme per la gestione della fauna
 acquatica, degli ambienti acquatici e regolamentazione della pesca) e
 dei relativi provvedimenti attuativi, persegue l?obiettivo di garantire
 la tutela delle biocenosi acquatiche compatibilmente con un equilibrato
 utilizzo della risorsa idrica e, in generale, concorrere al
 raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
 
 Art. 2.
 
 (Definizioni)
 
 1. Ai fini del presente regolamento si intende per:
 
 a) DMV: la portata minima istantanea che deve essere presente in alveo
 immediatamente a valle dei prelievi, al fine di mantenere vitali le
 condizioni di funzionalità e di qualità degli ecosistemi interessati;
 
 b) DMV idrologico: la frazione della portata naturale media annua del
 corpo idrico in una data sezione, calcolata sulla base delle
 caratteristiche idrologiche peculiari delle diverse aree idrografiche;
 
 c) DMV di base: il valore di DMV idrologico corretto in funzione della
 morfologia dell?alveo (M) e dei fenomeni di scambio idrico dei corsi
 d?acqua con la falda (A);
 
 d) DMV ambientale: il valore di DMV di base comprensivo degli eventuali
 fattori correttivi riguardanti la naturalità (N), la qualità dell?acqua
 (Q), la fruizione (F) e le esigenze di modulazione della portata residua
 a valle dei prelievi (T);
 
 e) prelievi esistenti: i prelievi per i quali il provvedimento di
 concessione è stato rilasciato antecedentemente alla data di entrata in
 vigore del presente regolamento e i prelievi con titolo in corso di
 regolarizzazione, ivi compresi quelli per i quali è in corso il
 procedimento di rilascio della concessione preferenziale o del
 riconoscimento delle utilizzazioni di acque che hanno assunto natura
 pubblica;
 
 f) prese sussidiarie: una o più prese che complessivamente sottendono
 una superficie inferiore al 20 per cento del sottobacino che alimenta la
 derivazione.
 
 Art. 3.
 
 (Ambito d?applicazione)
 
 1. Il DMV di base si applica a tutti i prelievi d?acqua da sorgenti e da
 corsi d?acqua naturali, ivi compresi quelli che originano un invaso.
 
 2. Il DMV ambientale si applica ai prelievi da corsi d?acqua soggetti
 agli obiettivi di qualità ambientale, da quelli ricadenti nelle aree ad
 elevata protezione, nonché dai corsi d?acqua che richiedono protezione e
 miglioramento per essere idonei alla vita dei pesci, come identificati
 dal Piano di tutela delle acque e relative disposizioni di attuazione.
 
 3. Per il fiume Ticino il DMV è determinato d?intesa tra le Regioni
 interessate, secondo le modalità previste da appositi protocolli
 sottoscritti e approvati dalle rispettive amministrazioni.
 
 4. Non sono soggette alle disposizioni del presente regolamento:
 
 a) i prelievi da fontanile;
 
 b) gli utilizzi dell?acqua per uso energetico attuati mediante turbine
 collocate nel corpo della traversa, a condizione che la continuità
 idraulica sia assicurata da un?apposita scala di risalita della fauna
 ittica;
 
 c) i prelievi di acque minerali e termali.
 
 Art. 4.
 
 (DMV idrologico e DMV di base)
 
 1. La quantificazione del DMV idrologico e del DMV di base è effettuata
 secondo le modalità specificate all?allegato A.
 
 Art. 5.
 
 (DMV ambientale)
 
 1. Le misure di area del Piano di tutela delle acque definiscono i
 fattori correttivi riguardanti la naturalità (N), la qualità dell?acqua
 (Q), la fruizione (F) e le esigenze di modulazione della portata residua
 a valle dei prelievi (T) e il loro ambito territoriale di applicazione,
 tenendo conto anche dell?esigenza di mantenimento della continuità
 idraulica, ove perseguibile.
 
 Art. 6.
 
 (Bacini inferiori o uguali a 50 chilometri quadrati)
 
 1. In sede di prima applicazione, le modalità di quantificazione del DMV
 idrologico si applicano anche ai prelievi collocati in sezioni di corpi
 idrici che sottendono bacini di estensione inferiore o uguale a 50
 chilometri quadrati.
 
 2. Nel caso di prelievi esistenti costituiti da prese principali e da
 prese sussidiarie ubicate nella medesima area idrografica come
 delimitata dal Piano di tutela delle acque, è ammessa la concentrazione
 sulle prese principali del deflusso minimo vitale, quantificato sulla
 base della superficie complessivamente sottesa dalla derivazione, a
 condizione che le prese sussidiarie:
 
 a) sottendano ciascuna una superficie inferiore o uguale a 5 chilometri
 quadrati;
 
 b) non ricadano in aree ad elevata protezione ambientale;
 
 c) non siano ubicate su corsi d?acqua che rivestono interesse ambientale;
 
 d) non siano situate su corsi d?acqua o tratti di essi dove i piani di
 cui alla l.r. 37/2006 rilevano la presenza di fauna ittica autoctona.
 
 3. Su motivata e documentata istanza, l?autorità concedente può
 consentire modalità di concentrazione del DMV diverse da quelle di cui
 al comma 2, fermo restando l?obbligo di rilasciare complessivamente la
 portata istantanea relativa all?intero bacino sotteso dall?impianto.
 
 4. Nel caso di nuovi prelievi, ferme restando le condizioni di cui al
 comma 2, l?eventuale concentrazione dei rilasci sulla presa principale è
 subordinata ad una specifica valutazione circa gli effetti ambientali
 prodotti, da effettuarsi sulla base dei criteri previsti dal dossier di
 compatibilità ambientale dei prelievi di cui al regolamento regionale 29
 luglio 2003, n. 10/R (Disciplina dei procedimenti di concessione di
 derivazione di acqua pubblica).
 
 5. Per i nuovi prelievi, fermo restando quanto previsto al comma 4, il
 DMV di base non può essere inferiore a 20 litri al secondo nelle aree
 idrografiche Basso Tanaro, Bormida, Orba, Scrivia, Curone, Borbore,
 Belbo e Banna e a 50 litri al secondo nelle restanti aree idrografiche,
 come delimitate dal Piano di tutela delle acque.
 
 Art. 7.
 
 (Rilasci da invasi)
 
 1. Per gli invasi esistenti, originati da sbarramenti su corsi d?acqua
 naturali, che superano i 15 metri di altezza o che determinano un volume
 di invaso superiore a 1.000.000 di metri cubi la quantificazione del DMV
 e la relativa regola operativa sono stabilite dall?autorità concedente
 sulla base di un programma dei rilasci predisposto dal gestore,
 corredato dalla valutazione dei prevedibili impatti sull?ambiente idrico
 interessato e dalle modalità di monitoraggio degli stessi nel tempo.
 
 2. Con apposita deliberazione della Giunta regionale sono adottate le
 linee guida per la redazione e la valutazione del programma di cui al
 comma 1.
 
 3. Nei casi di cui al comma 1, il DMV ambientale non può comunque
 eccedere il 100 per cento del DMV di base.
 
 Art. 8.
 
 (Rilasci da sorgente)
 
 1. Nel caso di prelievi da sorgenti è richiesto il rilascio del solo DMV
 idrologico pari:
 
 a) ad un terzo della portata istantanea nel caso di sorgenti
 caratterizzate da una portata media annua inferiore o uguale 10 litri al
 secondo;
 
 b) al 10 per cento della portata istantanea nel caso di sorgenti
 caratterizzate da una portata media annua superiore a 10 litri al
 secondo e comunque in misura non inferiore a 3 litri al secondo.
 
 Art. 9.
 
 (Deroghe)
 
 1. Nelle more del completamento delle azioni volte al riequilibrio del
 bilancio idrico, nei tratti dei corsi d?acqua di cui all?allegato B su
 cui incidono rilevanti prelievi irrigui e caratterizzati da ricorrenti
 deficit idrici stagionali, alle derivazioni ad uso agricolo destinate
 all?irrigazione e limitatamente al periodo di massima idroesigenza si
 applica un DMV ridotto a un terzo del valore calcolato ai sensi
 dell?articolo 4. La deroga è estesa, limitatamente allo stesso periodo,
 alle altre utilizzazioni collocate sulla medesima asta fluviale a valle
 dell?ultima utenza irrigua.
 
 2. Ai fini del presente articolo si considera periodo di massima
 idroesigenza quello compreso:
 
 a) tra il 1° aprile e il 31 agosto per la coltivazione del riso;
 
 b) tra il 1° giugno e il 15 settembre per tutte le restanti colture.
 
 3. La Giunta regionale provvede all?aggiornamento dell?allegato B sulla
 base degli esiti delle misure di riequilibrio del bilancio idrico e
 dell?evoluzione della dinamica dell?idroesigenza irrigua.
 
 4. Per le derivazioni destinate a soddisfare esigenze idropotabili é
 consentito l?esercizio della derivazione anche in deroga al valore del
 DMV qualora non siano disponibili fonti alternative o il reperimento
 delle stesse non sia sostenibile sotto l?aspetto tecnico o economico.
 Per le derivazioni di cui al presente comma non si applica in ogni caso
 la disposizione di cui all?articolo 6, comma 5.
 
 5. L?esercizio della derivazione anche in deroga al valore del DMV è
 altresì consentito:
 
 a) nel caso di utilizzazioni marginali della risorsa a servizio di
 alpeggi e rifugi montani;
 
 b) per le derivazioni da corpi idrici soggetti ad asciutte naturali di
 durata superiore a 60 giorni consecutivi all?anno, opportunamente
 documentate dal gestore della derivazione;
 
 c) per i prelievi di portata massima inferiore o uguale a 2 litri al
 secondo.
 
 6. L?autorità concedente, informate la Regione e l?Autorità di bacino
 del fiume Po, può autorizzare motivate deroghe temporanee ai valori di
 DMV, in presenza di situazioni di particolare carenza idrica e per
 ragioni di interesse pubblico generale, a condizione che sia stata
 contestualmente attivata la regolazione delle portate derivate.
 
 Art. 10.
 
 (Nuovi prelievi e rinnovi)
 
 1. L?applicazione del DMV di base e degli ulteriori fattori correttivi
 riguardanti la naturalità (N), la qualità dell?acqua (Q), la fruizione
 (F) e le esigenze di modulazione della portata residua a valle dei
 prelievi (T) è condizione necessaria per il rilascio:
 
 a) delle nuove concessioni di derivazione di acqua pubblica;
 
 b) dei provvedimenti di rinnovo delle concessioni, tenuto conto della
 gradualità prevista per i prelievi esistenti.
 
 2. Fino alla definizione delle misure di aree di cui all?articolo 5, i
 fattori correttivi riguardanti la naturalità (N), la qualità dell?acqua
 (Q) e la fruizione (F) hanno valore convenzionale uguale a 1. Nel caso
 di nuovi prelievi l?autorità concedente può, motivatamente, imporre
 rilasci superiori al DMV di base in relazione a specifiche esigenze di
 tutela dell?ambiente idrico, valutate nell?ambito dell?istruttoria
 tecnica finalizzata al rilascio della concessione.
 
 3. Nelle more della definizione delle misure di area di cui all?articolo
 5, sono soggetti alla modulazione dei rilasci, in modo da conservare,
 seppur attenuata, la naturale variabilità del regime dei deflussi, i
 nuovi prelievi di portata massima istantanea uguale o maggiore alla
 portata di durata di 120 giorni del corpo idrico alimentatore valutata
 in corrispondenza della sezione di prelievo e comunque superiori a 500
 litri al secondo.
 
 4. Il fattore correttivo riguardante la modulazione della portata è
 applicato secondo le modalità di calcolo di cui all?allegato C.
 
 Art. 11.
 
 (Prelievi esistenti)
 
 1. Entro il 31 dicembre 2008 tutti i prelievi esistenti rilasciano,
 eventualmente anche con modalità provvisorie, il DMV di base, fermi
 restando eventuali obblighi di maggior rilascio già previsti nei
 disciplinari di concessione.
 
 2. La relazione di calcolo del DMV di cui al comma 1 è trasmessa
 all?autorità concedente entro un anno dall?entrata in vigore del
 presente regolamento, fermo restando l?obbligo di realizzare
 l?adeguamento delle opere di presa entro il 31 dicembre 2010.
 
 3. Prima dell?inizio dei lavori per l?adeguamento delle opere di presa i
 concessionari, fatta salva l?acquisizione delle autorizzazioni
 prescritte dalle norme vigenti, sono tenuti a depositare i relativi
 progetti redatti secondo i criteri di cui all?allegato D presso
 l?autorità concedente, che procede ad effettuare controlli a campione
 per accertare la funzionalità dei dispositivi di rilascio realizzati.
 
 4. I titolari di derivazioni di portata massima inferiore o uguale al 10
 per cento del valore del DMV di base o comunque inferiore o uguale a 100
 litri al secondo esercitate mediante accumulo precario di materiale
 d?alveo o mediante organi mobili sono tenuti a depositare presso
 l?autorità concedente unicamente la relazione di calcolo del DMV entro
 un anno dalla data di entrata in vigore del presente regolamento.
 
 5. Tutti i prelievi esistenti soggetti al DMV ambientale integrano il
 DMV di base:
 
 a) con il 50 per cento dei fattori correttivi inerenti la naturalità
 (N), la qualità dell?acqua (Q), la fruizione (F) e le esigenze di
 modulazione della portata residua a valle dei prelievi (T) entro due
 anni dalla data di entrata in vigore delle misure di area di cui
 all?articolo 5;
 
 b) con il 100 per cento dei medesimi entro cinque anni dalla data di
 entrata in vigore delle misure di area di cui all?articolo 5.
 
 6. Fermi restando eventuali obblighi di maggior rilascio, le
 prescrizioni dei disciplinari di concessione dei prelievi in atto sono
 automaticamente sostituite o integrate dagli obblighi previsti dal
 presente regolamento a far data dall?entrata in vigore del medesimo.
 
 7. Ai prelievi esistenti da sorgente e fino alla scadenza della relativa
 concessione, si applica il rilascio del 10 per cento della portata
 istantanea.
 
 Art. 12.
 
 (Modalità di rilascio in alveo)
 
 1. Le derivazioni dotate di opere di presa fisse o di dispositivi di
 regolazione delle portate derivate sono dotate di apparati fissi per la
 gestione dei rilasci, costituti di norma da stramazzi, dotati almeno di
 un?asta idrometrica tarata che consenta un?immediata verifica del
 rispetto degli obblighi imposti anche da parte di personale non
 specializzato.
 
 2. Le derivazioni soggette alla modulazione temporale di Tipo A
 descritta nell?allegato C sono dotate di dispositivi di misura in
 continuo e di registrazione delle portate in arrivo alla presa e dei
 rilasci a valle della stessa. Laddove risulti eccessivamente onerosa la
 misurazione delle portate istantanee in arrivo alla traversa è ammessa
 la misura delle sole portate derivate e rilasciate.
 
 3. Ove siano prescritte opere per la risalita dell?ittiofauna, il DMV o
 quota parte del medesimo è fatto defluire tramite le predette opere.
 
 Art. 13.
 
 (Sperimentazione)
 
 1. La Regione e le province incentivano l?approccio sperimentale
 volontario all?applicazione del deflusso minimo vitale sulla base di
 accordi con utenti che si impegnano a gestire un programma di rilasci
 concordato con l?autorità concedente e le comunità locali.
 
 2. Il deflusso minimo vitale risultante dalla sperimentazione
 sostituisce quello conseguente alla disciplina di cui al presente
 regolamento, è reso pubblico ed è applicato, secondo le modalità
 stabilite dalla Regione, anche alle ulteriori derivazioni collocate sul
 medesimo corso d?acqua in un tratto riconosciuto omogeneo con quello
 oggetto della sperimentazione.
 
 3. A decorrere dalla data di avvio della sperimentazione e, per le
 sperimentazioni atto, dalla data di entrata in vigore del presente
 regolamento, il titolare della derivazione può chiedere l?applicazione
 della riduzione del canone demaniale per uso di acqua pubblica.
 
 Art. 14.
 
 (Controlli)
 
 1. Il controllo del rispetto degli obblighi di rilascio di cui al
 presente regolamento è effettuato dall?autorità concedente attraverso
 una misura diretta della portata istantanea immediatamente a valle della
 derivazione, eseguita con modalità conformi alla normativa ISO vigente o
 a prassi idrometriche riconosciute.
 
 2. In caso di rilascio di una portata costante realizzato attraverso
 apparati fissi ad esso finalizzati, il controllo è effettuato mediante
 il semplice riscontro visivo dell?asta idrometrica di cui gli stessi
 sono dotati o di dispositivi che consentono di controllare i livelli
 idrici o attraverso la verifica del posizionamento degli organi di
 rilascio.
 
 3. Nel caso in cui la derivazione sia dotata di un misuratore in
 continuo delle portate rilasciate, i dati registrati sono conservati per
 almeno cinque anni a disposizione dell?autorità concedente.
 
 Art. 15.
 
 (Disposizione finale)
 
 1. A far data dall?entrata in vigore del presente regolamento non
 trovano più applicazione le disposizioni di cui alla deliberazione della
 Giunta regionale 26 aprile 1995 n. 74-45166.
 
 Il presente regolamento sarà pubblicato nel Bollettino Ufficiale della
 Regione.
 
 E? fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo osservare.
 
 Torino, addì 17 luglio 2007.
 
 Mercedes Bresso

Stampa Email